1 agosto - Partiti sabato 1 agosto di pomeriggio
(16.30), puntiamo verso il passo del Tonale. Alla partenza il tempo
inizia a guastarsi e già prima di Trento inizia a piovere. Strada
abbastanza trafficata, arriviamo al Tonale alle 1930 circa. Parcheggiamo
nell'ampio parcheggio dalla zona bresciana (in Trentino - comune di
Vermiglio - ci sono cartelli che vietano di campeggiare su tutto il
territorio comunale). Altri camper nel parcheggio; arriva anche un
furgone camperizzato con un uomo/ragazzo e un cane. Siamo costretti a
spostarci perché il personaggio lascia acceso il furgone per oltre
mezz'ora mentre fuma e beve birra. Non ho proprio voglia di respirarmi i
suoi gas di scarico.
2 agosto - Il mattino seguente partiamo a piedi in
direzione del rif. Bozzi. Al passo decidiamo di fare un giro ad anello
senza passare per il rifugio (dal quale arrivano canti di cori:
scopriamo poi che era in corso una giornata con letture intervallate da
cori dedicata alla Prima Guerra Mondiale).
Arriviamo al camper alle 13 dopo 13 km e 1085 mt di dislivello.
Spostiamo il camper (nel frattempo attorno al furgone era stato allestito un mercato di produttori locali di miele, con anche un venditore di cianfrusaglie marocchino e uno polacco) e pranziamo. Poi partiamo un direzione della Valseriana.
La strada è lineare fino al bivio per il passo del Vivione: imbocchiamo la strada senza saper cosa ci attende!
La strada, lunghissima, sale ed è sempre strettissima (un'auto sola può transitare e con grandi strapiombi, con infinite curve cieche e tornanti). Suono praticamente sempre il clacson ma per fortuna incontriamo poche auto e qualche motociclista (anche le moto ci costringono a fare diversi metri in retromarcia). Vedere il passo e il rifugio - in un posto veramente incantevole - è una mezza liberazione! Mezza perché bisogna anche scendere dal passo e la strada è più corta ma sempre monocorsia! Proprio per il desiderio di affrontare il prima possibile la strada verso Schilpario e di toglierci un pensiero, non ci fermiamo a pernottare sul passo, che si presterebbe benissimo. Acquistiamo però alla malga mezza forma della formagella di Vivione.
La discesa è più corta ma anche qui siamo costretti a fare diverse retromarcia quando incontriamo le auto o le moto che salgono (un auto e una moto non passano assieme).
Puntiamo a Valbondione dove cerchiamo il campeggio - ignorando un'area sosta camper segnalata in centro al paese. Non senza difficoltà troviamo il camping. Alla reception non c'è nessuno e attendiamo invano cinque minuti. Il campeggio ci sembra distante dal centro e anche troppo affollato: in un attimo decidiamo di andare nell'area di sosta camper. Miglior decisione non potevamo prendere!
L'area di sosta di recente costruzione è privata e vengono chiesti 15 euro per 24h di sosta. L'area ha piazzole di prato o di ghiaia, ha tre bagni e due docce (il costo è compreso nei 15 euro): fantastico! Tra l'altro uno dei tre gestori, Modesto, è estremamente cordiale e conosce bene le montagne attorno a Valbondione: ci dà così delle indicazioni che rafforzano il programma di massima che avevamo fatto.
3 agosto - Il giorno dopo partiamo direttamente dall'area camper verso il rifugio Curó (rifugio bellissimo e con un gestore veramente cordiale che ci mostra il fantastico ostello tutto in rovere costruito con fondi europei, della Regione Lombardia e del CAI di Bergamo - costato quasi un milione di euro!) e poi verso il rifugio Barbellino (con l'omonimo lago naturale e i fantastici Cazunzielli fatti in casa!). Da qui andiamo verso il passo di Caronella per scendere verso il lago Geis, famoso perché è a forma di cuore, per tornare al Curó e quindi a Valbondiobe. Una bella scarpinata con 2000 mt di dislivello positivo e negativo. Katia è stanca per fare da mangiare e quindi festeggiamo la bella giornata con una pizza che vado a prendere in bicicletta e mangiamo in camper.
4 agosto - Il giorno successivo mi alzo di buon ora e vado a comperare un paio di ottime brioches. Katia così si sveglia di buon umore. Tutto sommato mi sento bene e quindi lascio Katia che si rilassi in camper mentre io di corsa raggiungo il rifugio Coca e quindi il lago di Coca: una bella corsa su ripido. Sono al rifugio in 1h e 3 minuti e 20 minuti dopo sono al lago. Due foto al lago, un'acqua e menta al rifugio e giù di corsa al camper. Altri 1200 mt di salita e discesa...e per me sono 4200 in tre giorni.
Arrivo accaldato e con una grandissima sete!
Doccia, pranzo e partiamo verso la Valbrembana.
Sosta a Gromo, paese delle spade - ci troviamo in piazza proprio quando sta per iniziare una breve visita guidata al museo delle spade - e poi via, attraverso Clusone, Oltre il Colle, San Pellegrino arriviamo a Roncobello. Qui percorriamo tutta la strada e, dopo una mezza idea di fermarci a Capovalle, decidiamo di andare fino al capolinea, a Mezzeno, dove scopriamo esserci un bel parcheggio con un bel panorama su di un alpeggio di montagna: un posto fantastico! La super cena con gli spiedini presi alla Carrefour di San Pellegrino, il Taleggio fresco e una birretta, concludono degnamente una super giornata.
Arriviamo al camper alle 13 dopo 13 km e 1085 mt di dislivello.
Spostiamo il camper (nel frattempo attorno al furgone era stato allestito un mercato di produttori locali di miele, con anche un venditore di cianfrusaglie marocchino e uno polacco) e pranziamo. Poi partiamo un direzione della Valseriana.
La strada è lineare fino al bivio per il passo del Vivione: imbocchiamo la strada senza saper cosa ci attende!
La strada, lunghissima, sale ed è sempre strettissima (un'auto sola può transitare e con grandi strapiombi, con infinite curve cieche e tornanti). Suono praticamente sempre il clacson ma per fortuna incontriamo poche auto e qualche motociclista (anche le moto ci costringono a fare diversi metri in retromarcia). Vedere il passo e il rifugio - in un posto veramente incantevole - è una mezza liberazione! Mezza perché bisogna anche scendere dal passo e la strada è più corta ma sempre monocorsia! Proprio per il desiderio di affrontare il prima possibile la strada verso Schilpario e di toglierci un pensiero, non ci fermiamo a pernottare sul passo, che si presterebbe benissimo. Acquistiamo però alla malga mezza forma della formagella di Vivione.
La discesa è più corta ma anche qui siamo costretti a fare diverse retromarcia quando incontriamo le auto o le moto che salgono (un auto e una moto non passano assieme).
Puntiamo a Valbondione dove cerchiamo il campeggio - ignorando un'area sosta camper segnalata in centro al paese. Non senza difficoltà troviamo il camping. Alla reception non c'è nessuno e attendiamo invano cinque minuti. Il campeggio ci sembra distante dal centro e anche troppo affollato: in un attimo decidiamo di andare nell'area di sosta camper. Miglior decisione non potevamo prendere!
L'area di sosta di recente costruzione è privata e vengono chiesti 15 euro per 24h di sosta. L'area ha piazzole di prato o di ghiaia, ha tre bagni e due docce (il costo è compreso nei 15 euro): fantastico! Tra l'altro uno dei tre gestori, Modesto, è estremamente cordiale e conosce bene le montagne attorno a Valbondione: ci dà così delle indicazioni che rafforzano il programma di massima che avevamo fatto.
3 agosto - Il giorno dopo partiamo direttamente dall'area camper verso il rifugio Curó (rifugio bellissimo e con un gestore veramente cordiale che ci mostra il fantastico ostello tutto in rovere costruito con fondi europei, della Regione Lombardia e del CAI di Bergamo - costato quasi un milione di euro!) e poi verso il rifugio Barbellino (con l'omonimo lago naturale e i fantastici Cazunzielli fatti in casa!). Da qui andiamo verso il passo di Caronella per scendere verso il lago Geis, famoso perché è a forma di cuore, per tornare al Curó e quindi a Valbondiobe. Una bella scarpinata con 2000 mt di dislivello positivo e negativo. Katia è stanca per fare da mangiare e quindi festeggiamo la bella giornata con una pizza che vado a prendere in bicicletta e mangiamo in camper.
4 agosto - Il giorno successivo mi alzo di buon ora e vado a comperare un paio di ottime brioches. Katia così si sveglia di buon umore. Tutto sommato mi sento bene e quindi lascio Katia che si rilassi in camper mentre io di corsa raggiungo il rifugio Coca e quindi il lago di Coca: una bella corsa su ripido. Sono al rifugio in 1h e 3 minuti e 20 minuti dopo sono al lago. Due foto al lago, un'acqua e menta al rifugio e giù di corsa al camper. Altri 1200 mt di salita e discesa...e per me sono 4200 in tre giorni.
Arrivo accaldato e con una grandissima sete!
Doccia, pranzo e partiamo verso la Valbrembana.
Sosta a Gromo, paese delle spade - ci troviamo in piazza proprio quando sta per iniziare una breve visita guidata al museo delle spade - e poi via, attraverso Clusone, Oltre il Colle, San Pellegrino arriviamo a Roncobello. Qui percorriamo tutta la strada e, dopo una mezza idea di fermarci a Capovalle, decidiamo di andare fino al capolinea, a Mezzeno, dove scopriamo esserci un bel parcheggio con un bel panorama su di un alpeggio di montagna: un posto fantastico! La super cena con gli spiedini presi alla Carrefour di San Pellegrino, il Taleggio fresco e una birretta, concludono degnamente una super giornata.
5 agosto - Notte passata bene anche se nel parcheggio in quota il movimento è stato più del previsto. Sveglia di buon ora e poi via verso il Passo di Mezzeno e quindi giù al rifugio Laghi Gemelli (1968 mt). Al rifugio due parole con il gestore per decidere di salire al passo Laghi Gemelli e scendere quindi al più basso rifugio Alpe Corte (1416 mt) - ottimo pranzo - e quindi risalire la bellissima valle passando per il rifugio lago Branchino e quindi tornare a Mezzeno.
Ci riprendiamo un attimo e puntiamo il musone verde verso la valle di Masino, attraversando il passo di Zambia (1264 mt) e il fantastico e vertiginoso passo San Marco (1965 mt). Ogni passo in salita richiede fatica - il motore aspirato è limitante - e in discesa richiede attenzione - i freni sono quello che sono.
Poco dopo Morbegno si sale per la Val Masino. Arriviamo in fondo alla valle a Bagni di Masino (dove ci sono delle terme) per prendere coscienza della zona. Torniamo indietro qualche chilometro e ci fermiamo al campeggio Scoiattolo, modesto ma tranquillo, abbastanza vuoto e centrale rispetto alla valle di Mello e alla partenza delle escursioni che poi faremo (che in realtà non avevamo ancora deciso di fare...comunque si è rivelato centrale).
Notte tranquilla.
6 agosto - Giornata dedicata - per Katia - al riposo con pic nic in Val di Mello (che raggiungiamo in mtb).
La valle è bellissima e giustamente molto frequentata da famiglie, assidui del pic nic, amanti del refrigerio. Delle navette partono dal parcheggio nel paese di San Martino e portano i turisti fino all'ultimo divieto. Sicuramente una valle e una zona da vedere in autunno quando le temperature calano e i picniccers se ne stanno a casa.
Comunque anche noi oggi facciamo i picniccers, anche se io nel primo pomeriggio faccio un salto alla Malga Pioda (500 mt di dislivello sopra alla valle che percorro in ciabatte e senza zaino a passo veloce, 1h30' andata e ritorno).
Rientrato da Katia partiamo e torniamo al campeggio. Beviamo qualcosa e via in bici alle terme, per vedere i massi dove fanno boulder: altri 300 mt di dislivello in bici.
La serata la dedichiamo alla cucina tipica e sempre in bici scendiamo a San Martino, dove ceniamo alla pizzeria Fiorelli. Super.
7 agosto - Notte tranquilla, sveglia alla solita ora (7.00) e, sistemato il tutto, prendiamo il furgone e andiamo ai Bagni di Masino, dove parcheggiamo e da dove prendiamo il sentiero per il rifugio Gianetti. Percorso fantastico deciso da Katia per arrivare ai piedi del Pizzo Badile. Grandioso, tutto.
Dal rifugio senza troppi sforzi convinco Katia a fare un anello passando per il passo del Barbacane, percorrendo il sentiero Roma fino al rifugio Omio. Bel percorso che richiede un poco di attenzione per raggiungere il passo (itinerario comunque attrezzato prudentemente), mentre la discesa è più banale.
Dal rifugio giù al furgone, camminando o correndo: ormai le gambe viaggiano da sole! Bagno nel torrente, per rinfrescarsi e pulirsi e via, direzione passo Aprica e quindi Tonale.
8 agosto - Altra notte quindi qui, al cospetto della Presanella, in un luogo ormai "amico", dopo la gitarella fatta la domenica prima.
Notte tranquilla, sveglia alla solita ora e quindi direzione casa, dove arriviamo in tarda mattinata, arricchiti dalle persone conosciute e dai bellissimi luoghi visitati. E già si pensa di ripartire....