sabato 25 novembre 2017

Salò

La Chiesa di San Bartolomeo
 

30 ottobre - Partiamo dopo cena, alle 20.15, perché sia io sia Katia siamo impegnati con il lavoro.
Dopo Santa Giustina troviamo una coda dovuta forse ad un incidente. Come molti, anche noi giriamo il camper e raggiungiamo Pedavena facendo la meno scorrevole pedemontana. Per il resto del viaggio traffico quasi nullo. Arrivati a Riva ci dirigiamo al parcheggio “scoperto” durante il giro in Val Daone. Non avevamo valutato però che il 31 ottobre non è festivo - anche se noi siamo in ferie - e quindi il parcheggio dalle 7.30 deve essere lasciato libero perché è riservato ad una scuola. Stanchi cerchiamo in rete un area camper in zona: ne troviamo due ma, ahi noi, sono entrambe al completo.
Ci dirigiamo quindi sulla Gardesana in direzione di Limone e di Salò, con la speranza di trovare “il posto giusto”. La Gardesana è una pessima strada, stretta e piena di gallerie: ci sono diversi spiazzi lato strada ma nulla che ci ispira. Solo quasi a metà lago vediamo sulla sinistra un piazzale vista lago con altri furgoni Westfalia: è il porto di Tignale. Ci fermiamo immediatamente e andiamo a dormire.

L'area camper di Salò



31 ottobre - Dormo male a causa del caldo: avevamo lasciato infatti il riscaldatore del furgone acceso per non avere freddo ma la coperta messa da Katia per me si è rivelata troppo pesante.
Facciamo colazione mentre il piazzale si anima: capiamo che quello è un punto favorevole per il windsurfing e arrivano diverse auto o furgoni da cui scendono personaggi con tavole e vele; a fianco al nostro è parcheggiato un furgone rosso tedesco ex vigili del fuoco (con ancora le sirene e la scritta Feuerwerk) nel quale dormono due ragazzi. Uno dei due si alza e dopo pochi minuti si tuffa nel lago. Ci sono 8 gradi.
È il giorno del mio compleanno e quindi scarto i regali, sistemiamo il mezzo e partiamo: ho mal di testa, il tempo è grigio e c’è un gran vento. Il mio umore non è dei migliori. Dopo mezz’ora arriviamo a Salò e ci dirigiamo subito all’area camper Paradiso, individuata a casa. Effettivamente è quasi un paradiso: stalli ampi, corrente compresa nel prezzo, vista panoramica su Salò: fantastico. Inoltre le nuvole si sono diradate e ora c’è un bel sole. Parcheggiamo e andiamo in centro approfittando della bella passeggiata sul lago. Salò è molto piacevole, tranquilla, ordinata e baciata da un bel sole autunnale. Facciamo una seconda colazione al bar e quindi passeggiamo nel centro e programmiamo la giornata: tutto volge al meglio. Decidiamo di tornare al camper, cambiarci e salire sul monte San Bartolomeo, collina boscosa che sovrasta la città. Prima ci fermiamo in un ottimo panificio per acquistare il nostro pranzo.
Il giro sul monte San Bartolomeo è piacevole, con bei panorami sul lago e su sentiero sempre ben battuto e segnato. Sul muretto della chiesa di San Bartolomeo, che si trova quasi “in vetta”, pranziamo scaldati dal sole.
Rientriamo passando per il bel borgo di Renzano e torniamo in centro. Dopo aver preso dell’ottima frutta e verdura in un negozietto nascosto tra le case, torniamo al camper, ci cambiamo e andiamo a prendere l’aperitivo in centro. I locali sono quasi tutti chiusi. Ne troviamo apert uno carino sul lago. Ci rilassiamo con uno spritz, patatine fritte, olive, cipolline, peperoncini e taralli, tutto vista lago. Torniamo quindi al camper e prepariamo la cena (con, tra le altre cose, gli sfizi presi al panificio e un’ottima insalata con il melograno preso dalla fruttivendola). Ci sistemiamo e andiamo a letto.

La poesia che si trova su di un muro a Renzano.


1 novembre - Ci alziamo alle 730 per fare colazione e lasciare, prima delle 9.00 il parcheggio: siamo infatti arrivati la mattina prima alle 9.00 e la sosta di 24 ore costa 15,00 euro, per cui vogliamo evitare di pagare inutilmente di più. L’idea è di fare un giro in mtb, la cui traccia ho scaricato da wickylock, di circa 50 km, per esplorare un poco l‘ entroterra. Il giro
partirebbe da Salò, ma noi vogliamo lasciare la cittadina e quindi con il furgone ci dirigiamo a Palude e quindi ai laghi di Sovenigo, dove la traccia scaricata passa sia all’andata sia al ritorno. Prima di raggiungere il luogo di partenza andiamo in furgone a vedere il paesello di San Felice del Benaco, dove beviamo un caffè, aspettando anche che la temperatura si alzi un poco. Raggiunto quindi Sovenigo parcheggiamo e partiamo. L’itinerario all’inizio è impegnativo, anche perchè abbiamo portato con noi i "muletti" che ci fanno soffrire sui single track nel bosco e sulle pietraie dure: per fortuna dopo diviene più dolce e pedalabile, spesso su asfalto o strada bianca, sempre su vie poco trafficate. Arriviamo al furgone alle 14.00 e Katia è stanca. Mangiamo e, dopo un poco di relax - l’area dove abbiamo parcheggiato è al sole e molto tranquilla - partiamo per casa, passando per la valle dell’Adige e Trento. Per non organizzare la cena Katia propone l’idea di una pizza da asporto in...camper. Ci fermiamo prima da Gigino - che però richiede troppo tempo per avere la pizza - quindi da Dolomieu, che in venti minuti ci prepara un ottima pizza che mangiamo in furgone. Siamo a casa per le 20.30, in tempo per sistemare tutto e andare, stanchi, a letto.

mercoledì 4 ottobre 2017

Conero e...Lagolo

Panorama dal Conero verso nord


12 settembre - Partiamo da casa alle 10.40 sotto il diluvio e alla fine del mio colloquio di lavoro, purtroppo fissato quando avevo già stabilito le ferie e che quindi ci ha costretto a rimandare la partenza di due giorni. Inoltre vogliamo andare e alla festa di matrimonio di un caro amico già stabilita per sabato: saranno ferie troppo corte ma, per me, comunque necessarie: sono molto stanco.
Facciamo tutta una tirata a 110 km/h senza sosta e arriviamo a destinazione alle 15.45.
Mentre ci dirigiamo verso Ancona proviamo a chiamare il campeggio visto in internet per sapere se c'è posto: purtroppo ci comunicano che questa sera è tutto occupato: ripieghiamo quindi sul campeggio "La Torre", sempre sul Conero.
Il campeggio non ci convince: troppo ombroso, umido, imbucato e lontano da ogni paesello ma soprattutto veramente spartano per l'importo richiesto.
Facciamo comunque un giro in spiaggia e ci riposiamo un poco. Nel frattempo chiamiamo e prenotiamo al campeggio Internazionale che sembra essere molto migliore e dove andremo l'indomani. Cena, partita a carte e a nanna.
La nostra piazzola vista mare


13 settembre - Lasciamo il campeggio alle 9.00 e ci dirigiamo verso Sirolo che dista circa 10 km. Parcheggiamo in centro e facciamo un giro del paese. Vediamo così il campeggio dove abbiamo prenotato: si trova proprio sotto al paese vista mare.
Andiamo quindi al camper e al campeggio: è veramente ben organizzato e bellissimo, con piazzole vista mare ampie e belle: impeccabile.
Ci accompagnano alla piazzola e, dopo esserci sistemati, andiamo alla spiaggia di ghiaia che si trova propio sotto al campeggio.
Giornata di relax, prima in spiaggia e dopo pranzo in piscina. Poi passeggiata a Sirolo con super aperitivo, cena e ancora in centro per godere dell'atmosfera serale del tranquillo paesello.

Relax


14 settembre - Ci alziamo con il sole. Colazione vista mare e poi a piedi al bel borgo di Numana, dove acquistiamo il pesce per la grigliata della sera. Torniamo in campeggio e, lasciato il pesce in frigo, andiamo in spiaggia.
Nel pomeriggio andiamo a piedi dal campeggio alla cima del Conero, poco più di 500 mt di quota e di dislivello e 14 km con partenze dal mare. Salita prima su strada e poi su sentiero. Peccato che la cima non sia raggiungibile perché è una zona militare interdetta e recintata, per cui si arriva a pochi metri prima di essere fermati dal cancello della recinzione.
Seguendo il sentiero 310 facciamo un giro ad anello e torniamo a Sirolo, dove prendiamo un poco di pizza come antipasto e andiamo in campeggio per preparare la cena. Per scrupolo chiediamo se è possibile accendere la griglia e purtroppo la risposta è negativa: dovremmo utilizzare le griglie predisposte dal campeggio ma sono già occupate. Una bella seccatura. Per la stanchezza e la fame e l'imprevisto c'è tra noi qualche momento di tensione: alla fine decidiamo di rimandare la grigliata al giorno dopo a pranzo - cercando di prenotarci la postazione ad un'ora adeguata. Per distrarci dalla mancata griglia, dopo aver mangiato patate, pane e formaggio, andiamo in centro per una passeggiata e un gelato. Decidiamo anche di partire sabato mattina e di recarci a Trento al matrimonio dell'amico Roberto. Quindi camper e...buona notte.

15 settembre - Dopo la colazione ci rechiamo al mercato di Sirolo per acquistare un po' di verdure. Al mercato vediamo, come era immaginabile, che ci sono diversi rivenditori di pesce. Tant'è.
Torniamo al campeggio e quindi al mare dove faccio una bella nuotata.
Finalmente a mezzogiorno riusciamo a fare la nostra grigliata di pesce: fantastica.
Dopo pranzo ancora spiaggia e nuoto, quindi camper, doccia e a piedi a Numana, con l'idea di mangiare qualcosa lì se troviamo un posto che ci ispira.
In realtà Sirolo è molto più animata di Numana e più carina, per cui torniamo a Sirolo e mangiamo della pizza al taglio e poi un gelato in centro. Quindi rientriamo in camper per una partita a carte.
Digressione: la Squinza
Non posso esimermi dal fare un cenno alla giovane ragazza tedesca battezzata da Katia la "Squinza": una biondina carina sola che con un nuovo furgone Renault grigio in parte disegnato a mano (penso da lei medesima) ha campeggiato nella piazzola vicino alla nostra e che, per le caratteristiche elencate sopra, era difficile da non notare.
Complici le poche persone in campeggio, le poche persone sulla spiaggia e...le solite persone in centro, la biondina era sempre lì. È mancata l'occasione per uno scambio di parole per poter dare una risposta ai diversi "come mai" di questa curiosa - per noi, adesso, in questa breve vacanza al mare d'autunno - persona.
La piazzola deserta a Lagolo


16 settembre - La sveglia suona alle 7.00 e il sole dell'alba illumina il mare e filtra dalla finestra del furgone. Ci alziamo e prepariamo la colazione: Katia per salutare Sirolo va al negozio del campeggio e prende delle brioche.
Alle 8.30 partiamo, ci fermiamo a fare il pieno (e calcolo che il furgone ha fatto 10 km con un litro) e ci dirigiamo diretti a Lagolo, via Bologna e Modena, per la festa di matrimonio di Roberto. Dopo 70 km abbandoniamo il cielo azzurro e il tempo diviene variabile, ma meglio di quanto pensassimo.
Alle 13.50, con un'oretta di ritardo, arriviamo e troviamo gli amici.
Bella la festa in un bel posto, che riusciamo ad apprezzare nel pomeriggio quando il cielo si apre. Temperatura decisamente diversa da Sirolo: 10 gradi.
Alle 22 circa la festa finisce saliamo sul camper, attraversiamo la strada e troviamo l'area camper, deserta, dove parcheggiamo.
Ci sistemiamo, accendiamo il riscaldamento, e andiamo a letto.
I porcini trovati durante la nostra passeggiata


17 settembre - Ci alziamo con la pioggia. La mattina è uggiosa. Alle 9.00 facciamo colazione con le paste "rubate" al matrimonio e poi, quando cessa la pioggia, andiamo a fare il giro del laghetto. Il tempo è sempre incerto e quindi saliamo in camper e ci dirigiamo verso la località di Viote, dove c'è un biotopo e da dove parte il sentiero per il Monte Verde, dove vorrei salire. Arrivati facciamo un giro nella speranza che il tempo migliori ancora: è l'occasione per cercare (e trovare!) qualche porcino. Poco dopo le 13 torniamo in camper e mangiamo qualcosa di veloce. Quindi decido di salire sul monte Verde. Parto di corsa e inizio l'ascesa: il sentiero è ripido, fangoso e viscido. Mentre salgo il tempo si chiude e inizia a tuonare. Continuo a salire ma i tuoni si avvicinano e la nebbia si abbassa. Inizia a piovere. Devo desistere e correndo torno sui miei passi, prendendo anche la grandine.
Alla fine in tutto sto fuori un'ora e quando arrivo al furgone pioviggina ma il temporale è già passato senza fare granché.
Partiamo quindi verso casa, direzione Trento passando per i borghi di Vason e Norge, località turistiche sulle pendici del monte Bondone.
Pioviggina per tutto il viaggio, fino a casa.
Questi due giorni di freddo e pioggia ci riportano alla realtà: l'estate è finita, sempre troppo presto, ma siamo pronti per vivere l'incipiente autunno!

lunedì 11 settembre 2017

Val Daone


20 agosto - Partiamo da casa alle 20.00, dopo aver cenato e alla fine della mia domenica lavorativa. Meta: Val Daone. Poco traffico ma strada tortuosa e lunga, sopratutto la valle, che è veramente infinita. Arriviamo alle 2330 e parcheggiamo nel grande piazzale sopra la diga. Ci sono poche auto e due camper.

21 agosto - Bella giornata di sole. Dormito male anche perché durante la notte la temperatura è scesa molto e le coperte che avevamo con noi non erano sufficienti. All'ingresso del parcheggio c'è una casetta dell'ente parco: vado a chiedere informazioni mentre Katia si organizza. Dopo aver fatto colazione decidiamo di andare al rifugio passo Dernal Maria e Franco. Bella camminata su buon sentiero, con passaggio al bellissimo lago di Campo. Il rifugio è un vero rifugio, raggiungibile solo a piedi e molto spartano. Prendiamo due fette di torta (industriale) e poi mangiamo poco distante quello che avevamo con noi. Discesa per l'itinerario di salita e sosta al lago. Al camper lasciamo gli zaini e a piedi andiamo in Val di Fumo e arriviamo quasi al rifugio: bella la valle, poca gente ma fresco e purtroppo nuvoloso. Rientriamo in camper, facciamo aperitivo, doccia e cena. Decidiamo il programma di domani: giro in mtb seguendo un itinerario proposto dal sito sulla Valle del Chiese e che, tra tutti, è quello che ha la maggior parte di sterrati. 

22 agosto - Ci alziamo e lasciamo il parcheggio. Al momento del pagamento chiediamo altre informazioni alla gentile ragazza che ritira i soldi che ci convince a non andare in Val di Genova (che avevamo pensato di percorrere in bici perché dalle informazioni che avevamo trovato su internet sembrava un luogo imperdibile). Scendiamo allora fino a Daone e poi ci dirigiamo a Roncone da dove partiva il giro in mtb che avevamo individuato. La salita è tosta, prima asfaltata e poi sterrata. L'ambiente selvaggio: non incontriamo nessuno. Il tratturo purtroppo non è sempre pedalabile a causa di qualche albero caduto e di alcuni massi franati dalla massicciata e in alcuni momenti è presente anche molta vegetazione. Katia è un poco in sofferenza. Per fortuna in alto il panorama si apre e nonostante la giornata con molte nuvole, gli ultimi km di salita divengono più piacevoli. Alla malga mangiamo un panino (il formaggio ce lo regala il malgaro, gentilissimo, e alla fine acquisto anche mezzo kg di formaggio, veramente buono. A casa peserò il formaggio: 7 etti, altro che mezzo kg) e iniziamo la discesa. Katia vorrebbe fare il rientro corto, col timore che anche la discesa sia imboscata come la salita; per fortuna a metà discesa incontriamo degli operai che stanno sistemando la strada forestale. Faccio due parole e mi confermano che il sentiero c'è ed è pulito: perfetto!
Percorriamo quindi tutto l'itinerario fino al camper. Come da programma saliamo sul furgone e andiamo alla malga Caino, dove nel pomeriggio era prevista una dimostrazione di come si produce il formaggio. Passiamo lì il pomeriggio assistendo alla dimostrazione e al momento di andare via e di pagare i due caffè presi appena arrivati vediamo che ci sono, dietro al banco, dei finferli appena raccolti. Katia, appassionata di funghi, si illumina e chiede informazioni. Il gentilissimo gestore della malga, dopo averci chiesto se eravamo lì con il furgone, va in cucina ed esce con due sacchetti, uno con i funghi e uno con del riso: era la nostra cena, di cui ci faceva omaggio! Quante persone straordinarie abbiamo trovato in queste valli, persone che hanno fatto la differenza! Risaliamo in camper arricchiti da questi incontri e andiamo verso Storo, dove ci fermiamo per prendere la farina da polenta di Storo e un brodo per fare il risotto, quindi ci dirigiamo verso Ledro. Qui, dopo la visita di un biotopo, facciamo la cena con il risotto con i funghi e, dopo mangiato, andiamo a Riva. A Riva troviamo un parcheggio a poche centinaia di metri dal centro e lì parcheggiamo per andare a vedere il lago. Stiamo in giro ascoltando la musica dei vari artisti da strada e guardando le loro esibizioni.
Alle 2300 torniamo in camper: durante la nostra passeggiata avevamo deciso di passare lì la notte.

23 agosto - Ci alziamo presto e andiamo di nuovo in centro per fare la colazione. Facciamo anche un giro per il mercato cittadino. Alle 9.30 torniamo al camper e partiamo in direzione di casa. Arriviamo alle 11.30. Scaricato il furgone vado a fare una breve corsa; pranziamo alle 13.00 e alle 14.00 parto per andare al lavoro, dove starò fino alle 21.00. Una gran giornata.


sabato 12 agosto 2017

Red Bull K3, Val di Susa e Francia 2017



Il parcheggio a 2000 mt. sotto al rifugio La Riposa

28 luglio - Partiamo da casa alle 9.00 ci dirigiamo verso Susa, in autostrada, passando per Alessandria ed evitando Milano, allungando la via di 30 km e 15 minuti circa.
Sosta in autogrill alle 14.00, arriviamo a Susa poco dopo le 16.00.
Troviamo subito il parcheggio per i camper e, dopo esserci rinfrescati, andiamo all'ufficio turistico dove è previsto il ritiro pettorali: l'ufficio è a due passi: ottimo.
Ritirati i pettorali andiamo a fare una breve passeggiata in centro, dove c'è un certo fermento legato alla gara dell'indomani.
Siamo indecisi sul da farsi: dormire a Susa - che comporterebbe l'impossibilità per Katia di salire il Rocciamelone - oppure salire in quota in camper - che permetterebbe a Katia di salire la vetta ma mi obbligherebbe a scendere la mattina in bici per recarmi alla partenza . Abbiamo inoltre qualche perplessità sulla strada, che ci hanno riferito essere stretta e tortuosa.
Dopo un caffè al bar "La pesa" andiamo in camper e decidiamo di provare a salire verso il Rocciamelone in camper per vedere com'è la strada.
La strada effettivamente è stretta e tortuosa, con alcuni tornanti che mi obbligano a fare retromarcia.
Tutto sommato però ne abbiamo fatte di peggio e non è esposta; inoltre ci sono diversi punti di scambio in caso di incontri con altre auto. La strada, inoltre, quando al Trucco diviene sterrata migliora come ampiezza e quindi decidiamo di arrivare fino al parcheggio del rifugio "La Riposa", posto su di una sella a quasi 2000 mt. Ci sono diverse auto e qualche escursionista.
Temperatura fantastica, doccia fuori dal furgone e Relax su prato.
Alle 20.30 torniamo in camper e ci prepariamo la cena. Nel frattempo arrivano altre auto, una maggiolina, un altro furgone e si alza il vento. Preparo tutto l'occorrente per l'indomani.
Memori della notte insonne a causa del vento passata al parcheggio in quota del rifugio Sibilla in un'altra vacanza, decidiamo di scendere di un tornante dove avevamo notato una piazzola protetta ma sempre panoramica. Lì passiamo la notte con la sveglia puntata alle 5.50.


29 luglio - Notte in parte insonne forse per il pensiero della gara dell'indomani o per la quota. Mi sveglio ben prima dell'ora stabilita. Numerose  auto già verso le 4.00 passano per andare al parcheggio poca sopra. Bella giornata con 9 gradi. Lascio Katia dormire e dopo la colazione parto in bici in direzione di Susa con tutto l'occorrente per la gara.




La mattina prima della discesa in mtb per raggiungere Susa


Discesa lunga e anche faticosa: non sono più abituato con la mtb rigida!
A Susa vado all'ufficio turistico dove si fanno le iscrizioni e li lascio lo zaino con i vestiti pesanti che ho usato per la discesa e fuori lego la bici. Alle 8.30 viene dato il via alla gara: veramente dura anche a causa della quota e del dislivello (3030 mt. di salita in 9 km con arrivo a 3530 mt.)
Arrivo con un tempo dignitoso e in cima trovo Katia che ha raggiunto la vetta facendo ben 1600 mt. di dislivello in salita. Mi riprendo e poi scendiamo fino al camper, assieme a Ernesto che ho trovato alla partenza e con in quale ho condiviso una parte della gara. Ci docciamo e poi mangiamo.
Quando iniziamo a scendere scoppia il temporale: pioggia e grandine ci accompagnano nella discesa a Susa. Recuperiamo zaino e bici, facciamo un giretto in paese con aperitivo, una piccola spesa e poi torniamo in camper per programmare in linea di massima i prossimi giorni.


30 luglio - Ci alziamo presto la mattina per prendere il treno per Torino, dove arriviamo alle 9.30.
Facciamo un breve  passaggio all'ufficio turistico per prendere la cartina e quindi decidiamo di fare un giro ad anello che ci permette di vedere alcuni interessanti monumenti, passando per la mole Antonelliana, che visitiamo. I musei da vedere sono molti e optiamo per il museo Egizio, il secondo più grande esistente. Bella ma lunga e faticosa la visita del museo e tutta la passeggiata per la città.
Risaliamo in treno alle 16.50, contenti di sederci un poco...La stanchezza delle gambe si fa sentire e la giornata passata a camminare a Torino non è stata facile. Nel tragitto da Torino a Susa mi appisolo perché anche durante le notti in camper non avevo riposato come si deve. Arrivati a Susa ci prepariamo e, dopo aver caricato l'acqua potabile, partiamo verso il lago di Moncenisio. Purtroppo il tempo non è dei migliori e inizia a piovere ma, arrivati in quota, il cielo si apre per alcuni minuti e possiamo apprezzare la bellezza del luogo, con il lago e bellissimi pascoli di alta quota tra rocce nere e rare malghe.
I nuvoloni che salgono dalla valle presto richiudono il cielo e, dopo aver fatto una sosta al bar del passo per vedere se hanno delle mappe (che ci sono ma decido di non prendere), parcheggiamo il camper lato strada (i camper parcheggiati sono veramente numerosi) e ci apprestiamo a dormire in un panorama oramai nebbioso e scuro. Mentre mangiamo noto che numerosi camper scendono per la strada che si dirama dalla principiale e sul quale incrocio abbiamo parcheggiato. Penso quindi di andare a vedere cosa c'è, anche perché la strada dove siamo è un poco trafficata e l'esperienza mi ha insegnato che non conviene mai o quasi mai sostare troppo vicino alle strade. Scendiamo (Katia è già a letto) e scopro che la via finisce con un gran piazzale con una decina di camper. Parcheggio lì perché mi sembra un ottimo posto. Il programma per l'indomani è quello di fare un giro in bici in quota, anche se dobbiamo valutare il tempo e capire anche che itinerario percorrere. Come spesso succede programmeremo in base alle condizioni del momento come organizzare la giornata.


31 luglio - Ci alziamo verso le 800 con un bel cielo azzurro, con numerose nuvole che salgono dal lato italiano e qualche cumulonembo vicino alle cime. Decidiamo di andare in bici per fare il giro del lago. Andiamo in camper al passo e anche se il tempo velocemente è divenuto incerto e cade anche qualche goccia: da lì partiamo, senza cartina ma seguendo i cartelli VTT, su asfalto e poi sterrato, fino ad arrivare alla diga, su di un bel itinerario facile e piacevole con bei panorami. Finito il giro acquistiamo dell'ottimo formaggio e scendiamo dal passo per arrivare alla piacevole Lanslevilard, dove acquistiamo del pane buonissimo e dei dolci fantastici, facciamo il pieno di gasolio e di acqua (in una fontana) e mangiamo, parcheggiati lato strada.
Il Col de L'Iseran guadagnato con la vecchia Stumpjumper
La strada è tranquillissima, è caldo ma c'è vento e passano rare auto e alcuni ciclisti. Un'atmosfera veramente rilassante: un riposino è doveroso. Decidiamo quindi di andare verso il Col del l'Iseran, famoso passo ciclistico che avrei voglia di fare in bicicletta, anche se la stanchezza si fa sentire. Decidiamo di fermarci a Bessans e poi decidere il da farsi. A Bessans andiamo all'ufficio turistico dove prendiamo cartine e informazioni (ci facciamo suggerire un itinerario a piedi per l'indomani e vediamo che la sera ci sarà la proiezione del film Bell e Sebastien, che è stato girato in queste zone).
Veniamo inoltre così a scoprire che c'è un altro campeggio oltre a quello che avevamo visto all'ingresso del paesello. Decidiamo di andare a vedere com'è, anche perché è in direzione del Colle e ho ancora una mezza idea di salire in serata.
Il campeggio è particolare: un grande prato con due tende e 4 camper, molto spartano (bagni con due docce e un wc in una casetta vicino al pollaio) ma costa poco ed è tranquillo. Magari tutti i campeggi fossero così!  Fantastico: ci fermiamo lì.
Poco dopo le 17 raduno le energie e parto in bici per il Col de l'Iseran: in un paio d'ore in mtb vado e torno. Bella la salita e anche la discesa.
Alle 1915 sono al camper: doccia, cena e di nuovo in bici a Bessans per il film: è tutto in francese: non capiamo nulla ma ci divertiamo comunque.
Rientriamo in camper e andiamo a nanna.




1 agosto - Ci alziamo con calma con l'idea di andare a piedi nella valle di Averol per raggiungere il rifugio omonimo, come ci è stato suggerito all'ufficio turistico. Partiamo direttamente dal campeggio e dopo una lunga ma piacevole camminata raggiungiamo il rifugio: avevamo inteso dalle parole della signora dell'ufficio turistico che ci fosse un parcheggio all'inizio della valle e che da lì la strada fosse chiusa. In realtà il parcheggio e il divieto si trovano dopo quasi 4 km di asfalto in leggera salita: una camminata piacevole ma...inutile. Certamente meglio sarebbe stato andare in bici fino al parcheggio o anche fin sotto al rifugio perché la mulattiera è ben battuta e mai ripida. Tant'è.
Rientro con la minaccia del temporale. Al campeggio doccia e via: scarico acqua in paese, spesa, visita al paesino di Bonneval Sur Arc (super turistico e fin quasi troppo perfetto), Col de l'Iseran, foto di rito e giù verso l'orribile paese di Val d'Iser (tipico esempio di orrore montano pro sci alpino) e sempre giù, sotto un violento temporale, fino a Bourg St. Maurice: qui prendiamo il bivio per salire verso il Cormet de Roseland, dove è mia intenzione dormire. Mentre saliamo lentamente il tempo si apre: poco prima della meta sulla destra notiamo un ampio spazio verde con diversi camper. Pensiamo ad un campeggio e decidiamo di andare a vedere.
Scopriamo con piacere di trovarci a Chapieux, punto tappa del Tour de Mont Blanc: camper, tende di camminatori, quattro case e due alberghi. Parcheggio e vado a curiosare. C'è una mappa che spiega appunto dove ci troviamo e riporta alcuni suggerimenti di itinerari; inoltre scopro che c'è un servizio navetta per la valle. Decidiamo di rimanere lì e di fare l'indomani un giro: in bici fino al termine della strada e poi a piedi fino ad un rifugio alla base del ghiacciaio. Cena, partita a carte e a nanna.


La fine del fantastico sentiero

2 agosto - Partiamo in bici per la bellissima valle e, quando il sentiero non è più praticabile in mtb, lasciamo la bici per raggiungere il rifugio Robert Blanc. Arrivati al rifugio e dopo aver mangiato  siamo in dubbio se fare il giro per arrivare alla sella erbosa chiamata Col del Signe dove è possibile vedere la sagoma del Monte Bianco. Siamo dubbiosi perché il cartello indica 3h e 45 minuti ma sembra molto  più corta. Decidiamo alla fine di tentare la traversata. La scelta si rivela azzeccata: il sentiero è bellissimo e molto più corto di quanto indicato. Alla sella foto di rito e poi giù a piedi. Vado a recuperare quindi le bici (che avevamo lasciato un poco più su rispetto a dove finisce il sentiero che scende dalla forcella (non pensavano di fare il giro completo). In sella e via, lungo un bel sentiero che scende dal lato opposto della strada: divertentissimo!

Vista l'ora e la bella giornata decidiamo di dormire lì ancora una notte. Andiamo quindi al baretto-alimentari per prendere una birra e un poco di acqua, cena e a nanna.




3 agosto - Ci svegliamo di buon ora è vado a prendere le brioche. Fatta la colazione partiamo in camper direzione Col Cormet, e poi giù fino a Beaufort (con sosta in pasticceria super), Albertville, dove non ci fermiamo neppure e quindi per la super strada in direzione di Annecy, dove arriviamo stanchi anche a causa delle temperature che si sono alzate notevolmente.
Come immaginavo il posto è bello  ma pieno di gente. Iniziamo a cercare un campeggio ma tutto è esaurito. Il caldo è opprimente e si avvicina l'ora del pranzo. Ci imbattiamo in un Carrefour dove ci fermiamo a fare una piccola spesa. Quindi decidiamo di andare a vedere un campeggio che si trova in collina sempre sopra al lago e dove quindi speriamo si trovare posto.
La scelta è giusta e quattro posti per una notte ci sono. Ci fermiamo quindi al Camping Le Panoramic: piazzole grandi, bei bagni, piscina. Dopo aver pranzato, nonostante la spossatezza, su proposta di Katia saltiamo in bici e scendiamo sul lago. La ciclabile è affollata e il caldo è opprimente. Ad Annecy c'è così tanta gente che decidiamo di proseguire con il giro del lago e con l'idea di andare al Col de La Forcolaz, dove ci dovrebbe essere un punto panoramico per avere una vista privilegiata sul lago (così era stato detto a Katia da un ciclista conosciuto sul lago di Moncenisio).
La fatica si fa sentire e quindi, non senza qualche tensione, decidiamo di abbandonare la salita al colle (per fortuna: ci andremo il giorno dopo e scopriremo che, oltre che affollato di auto, è anche veramente tosto) e troviamo una spiaggia a pagamento dove  ci riposiamo e rinfreschiamo. Continuiamo poi il giro del lago - in parte su ciclabile e in parte sulla strada statale molto trafficata -  per rientrare al campeggio. Doccia, cena, chiacchiere e...buona notte.




4 agosto - Abbandoniamo il campeggio e scendiamo in camper verso il lago. Non senza difficoltà troviamo parcheggio e andiamo a visitare la fantastica Annecy, dove c’è anche il mercato con tantissime cose belle e soprattutto buone. Duro resistere!  Visitato il paese decidiamo di partire per il Col del la Forcolaz che raggiungiamo dopo lunga e lenta salita. C’è tanta gente e soprattutto un gran via vai di pulmini che portano i parapendisti  in alto per lanciarsi. Facciamo un breve giretto e poi risaliamo in camper per trovare un luogo più tranquillo, che individuiamo dopo qualche km di discesa e salita dopo il paesello di Montmin. Katia decide di riposarsi mentre io faccio un giro esplorativo in mtb. Il giro mi porta al rifugio Pre Verel dove arriva anche la strada asfaltata e che è perfetto per passare la notte, oltre che luogo di partenza di alcuni itinerari. Rientro al camper, informo Katia, facciamo la doccia e ci dirigiamo subito nel luogo individuato, dove mangiamo e, dopo una brevissima passeggiata fino al vicino rifugio, andiamo a letto.




5 agosto - La sveglia suona alle 730 e poco dopo siamo già pronti per partire per l'esclusione. L'idea è quella di salire in quota verso il monte Tournette: il sentiero è indicato come "Sportiv " con alcuni passaggi delicati (questo su di una cartina molto approssimativa trovata ieri in paese). Partiamo dal camper: la salita è abbastanza ripida e c'è molta gente di ogni età: pensiamo che tanto difficile non può essere. Katia in ogni caso si ferma alla sella erbosa prima della salita alla cima mentre io continuo anche perché mancano solo 350 metri di dislivello.  Salendo In realtà ci sono alcuni passaggi leggermente esposti protetti da corde metalliche e catene: tutti i posti per le mani e per i piedi sono "unti" dai passaggi delle persone. Insomma una salita non difficile ma comunque in cui è meglio non sbagliare. Dalla cima panorama al top. Scendo, raggiungo Katia e poi assieme andiamo alla malga situata al termine della strada. Ci fermiamo per bere qualcosa e finiamo per mangiare la fonduta con il formaggio della malga: superba! Con fatica torniamo al camper, riposiamo e scendiamo ad Annecy per godere della festa del lago. Il giro in montagna, il pranzo e il post pranzo ci fanno fare tardi rispetto al previsto e solo alle 17.00 riusciamo ad essere al supermercato dove abbiamo deciso di lasciare il camper. Fatta un poco di spesa prendiamo le bici e ci dirigiamo ad Annecy. C'è una marea di gente e quando arriviamo all'ufficio turistico dove c'è la vendita dei biglietti, la fila è lunghissima e subito ci scoraggiamo. Decidiamo quindi di uscire dal paese per osservare i fuochi dalla spiaggia: ovviamente non siamo i soli ad avere questa idea.
La cima de La Tournette
Tutti o con sedie o con asciugamani o in altro modo sono seduti ordinatamente per osservare i fuochi.
Stare seduti è una sofferenza (Katia recupera un pezzo di legno che un poco allieva la fatica; inoltre il tempo è incerto e ogni tanto cadono due gocce di pioggia). Alla fine arrivano le 2045 e iniziano i fuochi: che spettacolo!! Ne è valsa la pena!
Fino alle 23.00 ci godiamo lo spettacolo, terminato il quale prendiamo le bici e ci immettiamo nella trafficatissima ciclabile: tutti infatti si muovono assieme è buio e procedere è anche pericoloso. Per la prima volta resto in coda su una ciclabile! Arrivati al camper andiamo a letto.


6 agosto - Sveglia alla solita ora: il tempo è coperto. Io come da programma parto in bici per un giro di un paio d'ore: senza cartina prendo la direzione del col di Leschaux che avevo visto il primo giorno sul lago quando ci eravamo diretti al campeggio. Poi seguo le indicazioni di Semonz e spingo con piacere sorpassando tutti i ciclisti che incontro. In cima chiedo a due ciclisti dove conduce la strada che prosegue e quando mi dicono che va diretta a Annecy, continuo facendo in bel giro ad anello di circa 50 km. Trovo Katia al camper: mi sistemo al volo e in un paio di ore siamo a Chamonix, dove parcheggiamo all'ingresso del paese in un grande parcheggio per auto e camper a pagamento (14,00 euro per 24h).
Giro di Chamonix, visita dei negozi, foto del Monte Bianco che fa da sfondo al paese, passaggio all'ufficio turistico dove facciamo anche la coda dalla gente che c'è ma dove carpiamo alcune informazioni utili e scattiamo la foto della cartina che l'indomani ci servirà per il giro a piedi (che individuiamo anche grazie ad una foto scattata ad una rivista in una cartoleria del posto).
Camper, doccia, cena fatta da me (patate in padella e prosciutto) e altro giro del paese. A nanna alle 23.00.


7 agosto - Sveglia alla solita ora. Al parcheggio stanno arrivando tantissime auto, tanto che mi vedo costretto a spostare il camper per permettere ad una signora di parcheggiare. Vado in bici al vicino centro per prendere qualcosa da mangiare per il pranzo. La coda alla funivia è enorme. Coda anche al panificio: per fortuna sono in bici e quindi vado verso il centro dove in un market prendo due baguette e delle sardine in scatola. Torno al camper partiamo a piedi verso il Refuge du plan de l'aiguille dove arriviamo in un paio di ore incrociando in tutto otto persone. Diversa situazione all'arrivo della funivia che scarica – a occhio - 20 persone ogni dieci minuti. Appena sopra al rifugio finisce il primo troncone della funivia ed è possibile prendere il secondo per la Guille du Midi. Katia si informa sul prezzo: non più 64,00 euro ma 28,00 a testa. Decidiamo che ne vale la pena: nessuna coda, giornata spettacolare e... nessun'altra alternativa per arrivare alla Guille du Midi per noi oggi a piedi. Saliamo sulla funivia che rapidamente ci porta in cima. Dalla cima lo spettacolo è fantastico come impressionante è il lavoro di ingegneria fatto per la creazione della stazione. Dopo un'ora scendiamo, mangiamo e riprendiamo il sentiero per arrivare al rifugio Montenvers. Sentiero molto bello e con tanta gente che conduce davanti al Mar del Glacier, dove un trenino su cremagliera ha la sua stazione. Bellissimo lo scenario e sempre tanta gente. Visita, foto e poi a piedi prendiamo il sentiero per scendere: le persone diventano più rade...la fatica è fatica! Arrivati a  Chamonix facciamo ancora un giro in paese e poi prendiamo il camper e andiamo al confine per chiedere alcune informazioni sulla Vignette e quindi torniamo indietro a Vallorcine, a due km dal confine Svizzero, dove passiamo la notte.


8 agosto - Purtroppo è arrivato l’ultimo giorno. Partiamo sotto la pioggia e lasciamo Vallorcine per entrare in Svizzera e andare verso il Colle del Gran San Bernardo.
Salita lunga  e nebbiosa con pioggia e visibilità quasi nulla: non ci fermiamo neppure.
Arriviamo ad Aosta dove facciamo un giro a piedi della città, per prendere qualche cosa da mangiare e godere della bella cittadina.
Verso le 11.00 risaliamo in camper e ci dirigiamo a Belluno, dove arriviamo alle 18.00 con una sosta in autogrill per pranzare con le pizze acquistate ad Aosta.

venerdì 30 giugno 2017

Corso di PNL a Forni di Sopra

La timeline

Più che una vacanza è stata una esperienza formativa: un corso di PNL practitioner organizzato a Forni di Sopra dall'amico Patrick. Il furgone come casetta parcheggiato nel piazzale dell'albergo Nuoitas sede del corso e, naturalmente, la voglia di esplorare - nel poco tempo a disposizione - i dintorni. Il furgone come campo base. Un uomo, la sua bici e quel (poco) che serve per stare fuori una settimana.

18 giugno - arrivo a Forni in anticipo e faccio un salto in centro. C'è la fiera delle erbe e ne approfitto per una passeggiata tra le bancarelle dove scambio due parole con un signore che vende paste e torte. Scoprirò poi che è parente di Patrick e che è il proprietario della pasticceria Myriam che sarà la mia pasticceria di fiducia per le ottime torte dal prezzo veramente popolare. Per le 10.00 sono all'albergo per l'inizio della lezione. In pausa pranzo vado con l'omonimo Luca in centro: mi lascia lì - luo va a mangiare da un suo amico del posto - e compero  qualcosa alle bancarelle. È caldo. Come d'accordo dopo un'ora passa a riprendermi. Ancora a lezione. Terminata la lezione prendo il furgone e vado al parcheggio che serve il rifugio Giaf e salgo più o meno correndo fino al rifugio. Gambe dure. Rientro, faccio la doccia. Mangio qualcosa in furgone e poi torno all'hotel per la lezione della sera.

Forcella Scodavacca


19 giugno - sveglia alle 530 e poco prima delle 6.00 partenza in bici verso casera Tartoi. Salita ripida e discesa veloce. Allungo fino a Varmost, che ho sempre visto in inverno e di notte. Foto di rito.Arrivo al camper per le 8 circa. Doccia dentro al furgone, colazione e via a lezione. A pranzo mi sposto con il furgone al parcheggio del Giaf che diverrà il mio posto i pranzi e le cene che non farò al ristorante. Cena al ristorante, lezione e a nanna.

20 giugno - sveglia prestino ma poca voglia di fare fatica: vado in centro a piedi a prendere il pane e poco altro. Rientro, doccia e lezione - pausa pranzo - lezione. Dopo la lezione vado in furgone in centro a esplorare la zona dove dovrebbe partire il sentiero per il rifugio Pacherini e mi accordo con Katia per il giorno dopo. Salgo abbastanza ma senza arrivare da nessuna parte ma mi torna utile per capire da dove partire per l'escursione. Torno al parcheggio, cena, lezione e nanna.

Il mio parcheggio di pranzi e cene
21 giugno - sveglia presto e in camper al solito parcheggio. Alle 6.30 parto di corsa puntando a forcella Scodavacca. Bella salita, poco corribile. Rientro al camper, doccia e colazione e via all'hotel per la lezione. Pranzo e ancora in aula. È il compleanno di Katia quindi finita la lezione prendo il camper e faccio un salto in centro dove alla pasticceria Myriam acquisto un vassoio di paste per non arrivare a mani vuote. Quindi parto per il Cadore: ci troviamo a Pieve di Cadore per spostarci a Domegge per mangiare qualcosa assieme. Dopo la cena riparto verso Forni e arrivato nel parcheggio dell'albergo, mi sistemo e vado a nanna.

Casera Tragonia





22 giugno - sveglia sempre all'alba e partenza alle 6.30 in mtb verso casera Tragonia, posta in una bella piana vicino al crinale. Salite sempre ripide. Rientro al camper, doccia e....lezione - pausa pranzo - lezione. Prima di cena vado con gli amici del corso a fare una passeggiata partendo dall'albergo: l'idea sarebbe di arrivare al Giaf ma il passo è lento e abbiamo l'appuntamento per la cena e la successiva lezione...quindi ad un certo punto torniamo sui nostri passi. Mi faccio la doccia in camper e quindi vado a cena al ristorante; lezione e nanna.

23 giugno - 6.29 e sono in sella con meta il rifugio Flaiban Pacherini. Salita ripida e impegnativa, ma che permette di raggiungere un bel rifugio posto in un contesto ambientale notevole. Non mi fermo perché ho del margine ma l'imprevisto in bici in discesa è può capitare. Non entro neppure nel rifugio anche perché è presto: foto di rito e giù a Forni. In paese vedo che ho un poco di tempo e allora ne approfitto e mi fermo per un cappuccino e un pezzo di torta alla pasticceria Myriam. Quindi via al camper per la doccia e la colazione, pronto ad affrontare una giornata di lezione. La sera dopo la lezione e prima della cena prendo il camper e vado a Forni di sotto per vedere il paese: è tristissimo e molto meno vivo rispetto a Forni di Sopra. Non scendo neppure dal furgone anche perché pioviggina. Quindi torno all'albergo, vado a cena, a lezione e a letto.

Il rifugio Pacherini



24 giugno - ultimo giorno del corso e ultima fatica a Forni di Sopra. Parto alle 6.50 con l'idea di andare a Varmost. Quasi subito sbaglio sentiero e mi ritrovo in direzione del Giaf, per un sentiero che non avevo ma percorso. Poco male: il tempo che ho a disposizione è poco e quindi proseguo, facendo un bell'anello in parte nel bosco ma con delle belle vedute. Al camper solita doccio e colazione, quindi lezione, pranzo, lezione. È l'ultimo giorno: dopo le foto di rito con le persone conosciute ed i saluti vado a Forni per acquistare delle paste nella mia pasticceria preferita, quindi parto per tornare a casa dopo una settimana impegnativa fisicamente e mentalmente, ma carico di energia e arricchito dalle persone conosciute e dalle cose imparate.


Il sentiero verso il Giaf


domenica 26 febbraio 2017

Achensee






Ecco dove volevamo dormire!
10 febbraio - Partiamo quando ho finito di lavorare alle 1530. Sosta dal gommista per ritirare la ruota di scorta che avevo fatto sostituire. La ruota non è purtroppo pronta e quindi perdiamo mezz'ora nell'attesa che la gomma venga montata sul cerchio. Sotto la pioggia prima leggera e poi più forte ci dirigiamo verso Innsbruck. Da Vipiteno nevischia. Arriviamo a Innsbruck alle 19.00 e cerchiamo il parcheggio che avevamo visto in internet come area sosta camper. Il posto non è certo idilliaco: il grande piazzale in parte sterrato di una discoteca (www.hafen.cc), nella zona periferica e trasandata della città. Non abbiamo però alternative. L'unica cosa che mi infonde sicurezza è il fatto che il parcheggio sia a pagamento (10,00 euro per 24h). Guardo sul sito della discoteca e vedo che questa sera non ci sono spettacoli per cui la notte sarà tranquilla. Tutti i sabati mattina però è in programma il mercatino delle pulci. Non ci sono indicazioni di alcun genere (c'è scritto solo sul sito della discoteca): confidiamo anche nel fatto che vi sono altre auto parcheggiate e quindi pernottiamo lì (in realtà arriva un altro camper che sosta nello stesso piazzale ma dalla parte diametralmente opposta alla nostra, separata da noi da una specie di muro fatiscente di cartelli pubblicitari. Non diamo peso a questa cosa. Purtroppo!). Passeggiata in centro andando a piedi (sono circa 2 km) e poi a nanna.




Katia, Io, Max, Renate e la figlia


Kaiserschmarren
11 febbraio  - Alle 5.00 della mattina i solerti venditori di cianfrusaglie iniziano ad allestire i banchetti. Siamo svegliati dal rumore. Stranamente le poche ore riposate le ho dormite bene e quindi mi alzo per spostare il camper (il venditore si affaccia al finestrino e con il pollice alzato fa segno di approvazione) nell'altro parcheggio. Quando ci alziamo, verso le 8.00, il parcheggio è stipato di auto e dove eravamo noi fino alle 5, ci sono un centinaio di venditori ambulanti. Per fortuna ce ne siamo andati alle 5:00! Colazione in camper, visita della città - che raggiungiamo questa volta sempre a piedi ma sulla ciclabile dell'Inn - caffè e rientro in camper per partire verso l'Achensee (nel frattempo ci siamo accordati con l'amico Massimo che ci raggiungerà da Monaco per trovarci verso le 1300). Arriviamo ad Achenkirch e subito troviamo il campeggio, l'Alpen Caravan Park, un 5 stelle sulla sponda nord del lago e direttamente sulle piste da fondo. Parcheggiamo nella area camper del campeggio, mangiamo e subito arriva Massimo. Sci ai piedi e partiamo per un facile giro con gli sci. Giornata bellissima. e temperatura ideale. Facciamo anche conoscenza con la signora Renate, che incrociamo sulle piste assieme ai suoi simpatici bambini, e che ci offre un caffè a casa sua, casa che si trova direttamente sulle piste. Rientriamo in camper, super doccia nel super bagno del campeggio, chiacchierata con Massimo, cena al vicino ristorante Fischenhof, saluti a Max che rientra a Monaco e a nanna.





Il campeggio


12 febbraio - Oggi ancora fondo: paghiamo il campeggio perché non sappiamo se torneremo lì e poi andiamo in direzione di Pertisau, dove ci sono due campeggi e due piste da sci che vanno dentro a due valli con in fondo le malghe dove ristorarsi. Arrivati in paese cerchiamo il campeggio e andiamo a vederlo: il prezzo ci sembra troppo elevato e quindi decidiamo di parcheggiare nei pressi del lago e, dopo la gita, tornare all'Alpen Caravan Park. Bella la pista da fondo e anche la valle anche se per accedervi è necessario pagare 5,00 euro a testa. Alla malga ottimo spuntino con canederli, Knodelsuppe e Kaiserschmarren. Poi discesa divertentissima (la valle è in leggera salita) e rientro al camper. Visita del paese in camper (che altro non è che un insieme di alberghi) e poi di nuovo in campeggio per la notte.






Io e Katia
13 febbraio - Ultimo giorno della nostra breve vacanza. Ci alziamo è c'è una leggera nebbia. Anche se la ragazza del campeggio ci dice che il tempo non sarà bello, non le credo (vedo l'azzurro oltre la nebbia e mi sembra anche ovvio che ci sia un poco di nebbia vicino ad un lago). Paghiamo e ci dirigiamo in centro a Achenkirch, dove all'ufficio turistico prendiamo una cartina delle piste più dettagliata e riceviamo la conferma dalla signorina che la giornata sarà stupenda: ottimo. Prima di raggiungere il parcheggio dove parte la pista da fondo, andiamo ad una pasticceria dove mangiamo cappuccino e strudel con la ricotta. Risaliti in camper tentiamo di raggiungere il piazzale che si trova sopra il paese con il furgone ma la strada ghiacciata e ripida ci obbliga a tornare indietro e andiamo a parcheggiare nell'ampio piazzale delle pizzeria italiana "Da Beretta", della quale ci avevano parlato sia Renate, sia la signora dell'ufficio turistico, indicandola come locale dove andare a mangiare (come se venissi in Austria per mangiare una pizza...chissà). In ogni caso parcheggiamo lì dopo aver chiesto il permesso al proprietario italiano che in ogni caso è stato gentilissimo. Andiamo quindi a piedi all'inizio della pista e...via, ancora sci ai piedi. Bellissima la pista, con qualche variante più in salita che io naturalmente seguo per andare poi a riprendere Katia. Fantastico l'ambiente: decisamente la più bella giornata della vacanza (con spuntino al baretto sulle piste). Rientro al camper, sosta all'Eurospar del paese per prendere qualche yoghurt e rientro a casa, con breve sosta al Famila di Feltre per una spesa veloce.



Verso la Gramaialm

martedì 14 febbraio 2017

Lago di Sauris

2 agosto - Non del tutto convinto parto direttamente dopo lavoro con la bici nel camper con l'idea di fare un giretto la sera stessa e di decidere la sera se camminare o pedalare il giorno dopo. Arrivo a Sauris di sotto e trovo l'area camper, esattamente come descritta nel sito del Comune. Mi sistemo e via, verso il lago. L'idea è fare il giro del lago. Sono stanchissimo per la corsa del giorno prima e per la giornata di lavoro. La strada per il lago è chiusa e quindi mi trascino al valico e rientro a fatica. Doccia, passeggiata in centro e cena con polenta e frico al Morgenleit.

3 agosto - La mattina mi sveglio con calma perché la sera ero stanco morto e quindi ho le idee confuse su cosa farò. Alle 8.00 ho finito di far colazione: sono indeciso: bici o piedi? Alla fine salto in bici, vado al market e mi faccio fare due panini e parto.
Itinerario molto bello, duro per le salite ripidissime, tecnicamente facile, se si eccettua la discesa da Mione verso Clovis, su sentiero ripido e sconnesso.
Da ricordare: l'operaio che mi dice con tono amichevole di andare piano nella discesa verso casera Malins; la chiacchierata con il malgaro della casera Vinadia: gli chiedo un caffè e una fetta di torta e mi dice che per il caffè non c'è problema, ma niente torta e mi offre del formaggio (fai come se fossi a casa tua), che mi taglio e mi faccio da solo un panino; poi mi offre del salame e mi racconta dei forestali e degli agguati quando lui va a radicchi di montagna; mi racconta che lui fa il formaggio di latte di capra e mi dice di quando aveva paura a scendere dalla forcella in auto e che si è abituato col tempo. Per panino caffè e salame vuole due euro!
Le chiacchiere con il pastore dalle unghie lunghe al passo della forcella: arriva e neppure risponde al saluto e, dopo aver richiamato le pecore, mi parla e così gli chiedo qualche indicazione - che sarà preziosa - per la discesa verso Ovaro (lui conosce la strada perché ci porta le pecore). La birra da mezzo e lo strudel dopo il faticoso passo Pura, che mi tramortiscono e dormo una mezz'ora sulla panca del rifugio, probabilmente russando in mezzo ai turisti; le chiacchiere con la signora del negozio di Sauris e con il camperista Mauro di Trieste, che mi chiede che giro ho fatto e mi chiede come mi chiamo per chiedermi l'amicizia su Facebook, così quando passa a Belluno può contattarmi per avere qualche suggerimento di giro.
Giro: Sauris di sotto; Sauris, Sella Festons (ripidissima e asfaltata); casera Malins; casera Vinadia; forcella Pieltnis; monte Pieltnis a piedi; casera Pieltnis; casera Losa (acqua); passo forcella; Mione; Pieve di Santa Maria di Gorto; Muina; Raveo; Colza; Enemonzo; Ampezzo; passo Pura; Lateis; Forca Frumeibn; Sauris di sotto.
3300 D+ e 80 km.

4 agosto - Mi sveglio assonnato sull'altipiano di Razzo e parto direzione casa.
Durante il viaggio il cambio del furgone inizia a diventare duro: le marce entrano a fatica; al semaforo le marce non entrano. Cerco di convincermi che va tutto bene (avevo fatto cambiare l'olio del cambio da meno di un mese): purtroppo non è così.
Arrivo a casa e subito vado dal meccanico (non quello che mi aveva cambiato l'olio): fa una prova ed è dubbioso. O cambio o frizione. Sarà l'inizio di un calvario (anche ma non solo economico).
Alla fine dovrò sostituire i sincronizzatori del cambio e ancora ad ogni semaforo mi chiedo: "entrerà la marcia?"