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| Il parcheggio a 2000 mt. sotto al rifugio La Riposa |
28 luglio - Partiamo da casa alle 9.00 ci dirigiamo
verso Susa, in autostrada, passando per Alessandria ed evitando Milano,
allungando la via di 30 km e 15 minuti circa.
Sosta in autogrill alle 14.00, arriviamo a Susa
poco dopo le 16.00.
Troviamo subito il parcheggio per i camper e,
dopo esserci rinfrescati, andiamo all'ufficio turistico dove è previsto il
ritiro pettorali: l'ufficio è a due passi: ottimo.
Ritirati i pettorali andiamo a fare una breve
passeggiata in centro, dove c'è un certo fermento legato alla gara
dell'indomani.
Siamo indecisi sul da farsi: dormire a Susa - che
comporterebbe l'impossibilità per Katia di salire il Rocciamelone - oppure
salire in quota in camper - che permetterebbe a Katia di salire la vetta ma mi
obbligherebbe a scendere la mattina in bici per recarmi alla partenza . Abbiamo inoltre qualche perplessità sulla strada, che ci hanno riferito essere stretta e tortuosa.
Dopo un caffè al bar "La pesa" andiamo
in camper e decidiamo di provare a salire verso il Rocciamelone in camper per
vedere com'è la strada.
La strada effettivamente è stretta e tortuosa,
con alcuni tornanti che mi obbligano a fare retromarcia.
Tutto sommato però ne abbiamo fatte di peggio e
non è esposta; inoltre ci sono diversi punti di scambio in caso di incontri con
altre auto. La strada, inoltre, quando al Trucco diviene sterrata migliora come
ampiezza e quindi decidiamo di arrivare fino al parcheggio del rifugio "La
Riposa", posto su di una sella a quasi 2000 mt. Ci sono diverse auto e qualche escursionista.
Temperatura fantastica, doccia fuori dal furgone
e Relax su prato.
Alle 20.30 torniamo in camper e ci prepariamo la
cena. Nel frattempo arrivano altre auto, una maggiolina, un altro furgone e si
alza il vento. Preparo tutto l'occorrente per l'indomani.
Memori della notte insonne a causa del vento
passata al parcheggio in quota del rifugio Sibilla in un'altra vacanza,
decidiamo di scendere di un tornante dove avevamo notato una piazzola protetta
ma sempre panoramica. Lì passiamo la notte con la sveglia puntata alle 5.50.
29 luglio - Notte in parte insonne forse per il pensiero
della gara dell'indomani o per la quota. Mi sveglio ben prima dell'ora stabilita. Numerose auto già verso le 4.00 passano per andare al parcheggio poca
sopra. Bella giornata con 9 gradi. Lascio Katia dormire e dopo la colazione parto in bici in direzione di Susa con tutto l'occorrente per la gara.
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| La mattina prima della discesa in mtb per raggiungere Susa |
Discesa lunga e anche faticosa: non sono più
abituato con la mtb rigida!
A Susa vado all'ufficio turistico dove si fanno
le iscrizioni e li lascio lo zaino con i vestiti pesanti che ho usato per la
discesa e fuori lego la bici. Alle 8.30 viene dato il via alla gara: veramente
dura anche a causa della quota e del dislivello (3030 mt. di salita in 9 km con
arrivo a 3530 mt.)
Arrivo con un tempo dignitoso e in cima trovo
Katia che ha raggiunto la vetta facendo ben 1600 mt. di dislivello in salita.
Mi riprendo e poi scendiamo fino al camper, assieme a Ernesto che ho trovato alla
partenza e con in quale ho condiviso una parte della gara. Ci docciamo e poi
mangiamo.
Quando iniziamo a scendere scoppia il temporale:
pioggia e grandine ci accompagnano nella discesa a Susa. Recuperiamo zaino e bici, facciamo un giretto in
paese con aperitivo, una piccola spesa e poi torniamo in camper per programmare in
linea di massima i prossimi giorni.
30 luglio - Ci alziamo presto la mattina per prendere il treno per
Torino, dove arriviamo alle 9.30.
Facciamo un breve
passaggio all'ufficio turistico per prendere la cartina e quindi
decidiamo di fare un giro ad anello che ci permette di vedere alcuni
interessanti monumenti, passando per la mole Antonelliana, che visitiamo. I
musei da vedere sono molti e optiamo per il museo Egizio, il secondo più
grande esistente. Bella ma lunga e faticosa la visita del museo e tutta la
passeggiata per la città.
Risaliamo in treno alle 16.50, contenti di sederci un poco...La stanchezza delle gambe si fa sentire e la giornata passata a camminare a
Torino non è stata facile. Nel tragitto da Torino a Susa mi appisolo perché
anche durante le notti in camper non avevo riposato come si deve. Arrivati a
Susa ci prepariamo e, dopo aver caricato l'acqua potabile, partiamo verso il
lago di Moncenisio. Purtroppo il tempo non è dei migliori e inizia a piovere
ma, arrivati in quota, il cielo si apre per alcuni minuti e possiamo apprezzare
la bellezza del luogo, con il lago e bellissimi pascoli di alta quota tra rocce nere e rare malghe.
I nuvoloni che salgono dalla valle presto richiudono il
cielo e, dopo aver fatto una sosta al bar del passo per vedere se hanno delle
mappe (che ci sono ma decido di non prendere), parcheggiamo il camper lato
strada (i camper parcheggiati sono veramente numerosi) e ci apprestiamo a
dormire in un panorama oramai nebbioso e scuro. Mentre mangiamo noto che
numerosi camper scendono per la strada che si dirama dalla principiale e sul
quale incrocio abbiamo parcheggiato. Penso quindi di andare a vedere cosa c'è,
anche perché la strada dove siamo è un poco trafficata e l'esperienza mi ha
insegnato che non conviene mai o quasi mai sostare troppo vicino alle strade. Scendiamo
(Katia è già a letto) e scopro che la via finisce con un gran piazzale con una
decina di camper. Parcheggio lì perché mi sembra un ottimo posto. Il programma
per l'indomani è quello di fare un giro in bici in quota, anche se dobbiamo
valutare il tempo e capire anche che itinerario percorrere. Come spesso succede
programmeremo in base alle condizioni del momento come organizzare la giornata.
31 luglio - Ci alziamo verso le 800 con un bel cielo azzurro, con
numerose nuvole che salgono dal lato italiano e qualche cumulonembo vicino alle
cime. Decidiamo di andare in bici per fare il giro del lago. Andiamo in camper
al passo e anche se il tempo velocemente è divenuto incerto e cade anche qualche goccia: da
lì partiamo, senza cartina ma seguendo i cartelli VTT, su asfalto e poi
sterrato, fino ad arrivare alla diga, su di un bel itinerario facile e
piacevole con bei panorami. Finito il giro acquistiamo dell'ottimo formaggio e
scendiamo dal passo per arrivare alla piacevole Lanslevilard, dove acquistiamo
del pane buonissimo e dei dolci fantastici, facciamo il pieno di gasolio e di
acqua (in una fontana) e mangiamo, parcheggiati lato strada.
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| Il Col de L'Iseran guadagnato con la vecchia Stumpjumper |
La strada è tranquillissima, è caldo ma c'è vento e passano rare auto e alcuni
ciclisti. Un'atmosfera veramente rilassante: un riposino è doveroso. Decidiamo
quindi di andare verso il Col del l'Iseran, famoso passo ciclistico che avrei
voglia di fare in bicicletta, anche se la stanchezza si fa sentire. Decidiamo
di fermarci a Bessans e poi decidere il da farsi. A Bessans andiamo all'ufficio
turistico dove prendiamo cartine e informazioni (ci facciamo suggerire un
itinerario a piedi per l'indomani e vediamo che la sera ci sarà la proiezione
del film Bell e Sebastien, che è stato girato in queste zone).
Veniamo inoltre così a scoprire che c'è un altro campeggio oltre a quello
che avevamo visto all'ingresso del paesello. Decidiamo di andare a vedere
com'è, anche perché è in direzione del Colle e ho ancora una mezza idea di salire in
serata.
Il campeggio è particolare: un grande prato con due tende e 4 camper, molto
spartano (bagni con due docce e un wc in una casetta vicino al pollaio) ma
costa poco ed è tranquillo. Magari tutti i campeggi fossero così!
Fantastico: ci fermiamo lì.
Poco dopo le 17 raduno le energie e parto in bici per il Col de l'Iseran: in un
paio d'ore in mtb vado e torno. Bella la salita e anche la discesa.
Alle 1915 sono al camper: doccia, cena e di nuovo in bici a Bessans per il
film: è tutto in francese: non capiamo nulla ma ci divertiamo comunque.
Rientriamo in camper e andiamo a nanna.
1 agosto - Ci alziamo con calma con l'idea di andare a piedi nella
valle di Averol per raggiungere il rifugio omonimo, come ci è stato suggerito all'ufficio turistico. Partiamo direttamente dal
campeggio e dopo una lunga ma piacevole camminata raggiungiamo il rifugio:
avevamo inteso dalle parole della signora dell'ufficio turistico che ci fosse
un parcheggio all'inizio della valle e che da lì la strada fosse chiusa. In
realtà il parcheggio e il divieto si trovano dopo quasi 4 km di asfalto in
leggera salita: una camminata piacevole ma...inutile. Certamente meglio sarebbe
stato andare in bici fino al parcheggio o anche fin sotto al rifugio perché la
mulattiera è ben battuta e mai ripida. Tant'è.
Rientro con la minaccia del temporale. Al campeggio doccia e
via: scarico acqua in paese, spesa, visita al paesino di Bonneval Sur Arc
(super turistico e fin quasi troppo perfetto), Col de l'Iseran, foto di rito e
giù verso l'orribile paese di Val d'Iser (tipico esempio di orrore montano pro
sci alpino) e sempre giù, sotto un violento temporale, fino a Bourg St. Maurice: qui prendiamo il bivio per salire verso il Cormet de Roseland, dove è mia
intenzione dormire. Mentre saliamo lentamente il tempo si apre: poco prima
della meta sulla destra notiamo un ampio spazio verde con diversi camper.
Pensiamo ad un campeggio e decidiamo di andare a vedere.
Scopriamo con piacere di trovarci a Chapieux, punto tappa
del Tour de Mont Blanc: camper, tende di camminatori, quattro case e due
alberghi. Parcheggio e vado a curiosare. C'è una
mappa che spiega appunto dove ci troviamo e riporta alcuni suggerimenti di
itinerari; inoltre scopro che c'è un servizio navetta per la valle. Decidiamo
di rimanere lì e di fare l'indomani un giro: in bici fino al termine della
strada e poi a piedi fino ad un rifugio alla base del ghiacciaio. Cena, partita
a carte e a nanna.
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| La fine del fantastico sentiero |
2 agosto - Partiamo in bici per la bellissima valle e, quando il sentiero non è più praticabile in mtb, lasciamo la bici per raggiungere il rifugio Robert Blanc. Arrivati al rifugio e dopo aver mangiato
siamo in dubbio se fare il giro per arrivare alla sella erbosa chiamata
Col del Signe dove è possibile vedere la sagoma del Monte Bianco. Siamo
dubbiosi perché il cartello indica 3h e 45 minuti ma sembra molto più corta. Decidiamo alla fine di tentare la traversata.
La scelta si rivela azzeccata: il sentiero è bellissimo e molto più corto di
quanto indicato. Alla sella foto di rito e poi giù a piedi. Vado a recuperare
quindi le bici (che avevamo lasciato un poco più su rispetto a dove finisce il
sentiero che scende dalla forcella (non pensavano di fare il giro completo). In
sella e via, lungo un bel sentiero che scende dal lato opposto della strada:
divertentissimo!
Vista l'ora e la bella giornata decidiamo di dormire lì ancora una notte. Andiamo
quindi al baretto-alimentari per prendere una birra e un poco di acqua, cena e
a nanna.
3 agosto - Ci svegliamo di buon ora è vado a prendere le brioche.
Fatta la colazione partiamo in camper direzione Col Cormet, e poi giù fino a
Beaufort (con sosta in pasticceria super), Albertville, dove non ci fermiamo
neppure e quindi per la super strada in direzione di Annecy, dove arriviamo
stanchi anche a causa delle temperature che si sono alzate notevolmente.
Come immaginavo il posto è bello ma pieno di gente. Iniziamo a cercare un
campeggio ma tutto è esaurito. Il caldo è opprimente e si avvicina l'ora del pranzo.
Ci imbattiamo in un Carrefour dove ci fermiamo a fare una piccola spesa. Quindi
decidiamo di andare a vedere un campeggio che si trova in collina sempre sopra
al lago e dove quindi speriamo si trovare posto.
La scelta è giusta e quattro posti per una notte ci sono. Ci
fermiamo quindi al Camping Le Panoramic: piazzole grandi, bei bagni, piscina.
Dopo aver pranzato, nonostante la spossatezza, su proposta di Katia saltiamo in bici e scendiamo sul
lago. La ciclabile è affollata e il caldo è opprimente. Ad Annecy c'è così tanta
gente che decidiamo di proseguire con il giro del lago e con l'idea di andare
al Col de La Forcolaz, dove ci dovrebbe essere un punto panoramico per avere
una vista privilegiata sul lago (così era stato detto a Katia da un ciclista
conosciuto sul lago di Moncenisio).
La fatica si fa sentire e quindi, non senza qualche
tensione, decidiamo di abbandonare la salita al colle (per fortuna: ci andremo
il giorno dopo e scopriremo che, oltre che affollato di auto, è anche veramente
tosto) e troviamo una spiaggia a pagamento dove ci riposiamo e rinfreschiamo. Continuiamo poi
il giro del lago - in parte su ciclabile e in parte sulla strada statale molto
trafficata - per rientrare al campeggio.
Doccia, cena, chiacchiere e...buona notte.
4 agosto - Abbandoniamo il campeggio e scendiamo in camper verso il
lago. Non senza difficoltà troviamo parcheggio e andiamo a visitare la
fantastica Annecy, dove c’è anche il mercato con tantissime cose belle e
soprattutto buone. Duro resistere! Visitato il paese decidiamo di partire per il
Col del la Forcolaz che raggiungiamo dopo lunga e lenta salita. C’è tanta gente
e soprattutto un gran via vai di pulmini che portano i parapendisti in alto per lanciarsi. Facciamo un breve
giretto e poi risaliamo in camper per trovare un luogo più tranquillo, che
individuiamo dopo qualche km di discesa e salita dopo il paesello di Montmin. Katia decide di riposarsi
mentre io faccio un giro esplorativo in mtb. Il giro mi porta al rifugio Pre Verel dove
arriva anche la strada asfaltata e che è perfetto per passare la notte, oltre
che luogo di partenza di alcuni itinerari. Rientro al camper, informo Katia,
facciamo la doccia e ci dirigiamo subito nel luogo individuato, dove mangiamo
e, dopo una brevissima passeggiata fino al vicino rifugio, andiamo a letto.
5 agosto - La sveglia suona alle 730 e poco dopo siamo già pronti per partire per
l'esclusione. L'idea è quella di salire in quota verso il monte Tournette: il
sentiero è indicato come "Sportiv " con alcuni passaggi delicati
(questo su di una cartina molto approssimativa trovata ieri in paese). Partiamo
dal camper: la salita è abbastanza ripida e c'è molta gente di ogni età: pensiamo
che tanto difficile non può essere. Katia in ogni caso si ferma alla sella erbosa
prima della salita alla cima mentre io continuo anche perché mancano solo 350
metri di dislivello. Salendo In realtà
ci sono alcuni passaggi leggermente esposti protetti da corde metalliche e
catene: tutti i posti per le mani e per i piedi sono "unti" dai
passaggi delle persone. Insomma una salita non difficile ma comunque in cui è
meglio non sbagliare. Dalla cima panorama al top. Scendo, raggiungo Katia e poi
assieme andiamo alla malga situata al termine della strada. Ci fermiamo per
bere qualcosa e finiamo per mangiare la fonduta con il formaggio della malga:
superba! Con fatica torniamo al camper, riposiamo e scendiamo ad Annecy per
godere della festa del lago. Il giro in montagna, il pranzo e il post pranzo ci
fanno fare tardi rispetto al previsto e solo alle 17.00 riusciamo ad essere al
supermercato dove abbiamo deciso di lasciare il camper. Fatta un poco di spesa
prendiamo le bici e ci dirigiamo ad Annecy. C'è una marea di gente e quando
arriviamo all'ufficio turistico dove c'è la vendita dei biglietti, la fila è
lunghissima e subito ci scoraggiamo. Decidiamo quindi di uscire dal paese per
osservare i fuochi dalla spiaggia: ovviamente non siamo i soli ad avere questa
idea.
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| La cima de La Tournette |
Tutti o con sedie o con asciugamani o in altro modo sono seduti ordinatamente
per osservare i fuochi.
Stare seduti è una sofferenza (Katia recupera un pezzo di legno che un poco
allieva la fatica; inoltre il tempo è incerto e ogni tanto cadono due gocce di pioggia).
Alla fine arrivano le 2045 e iniziano i fuochi: che spettacolo!! Ne è valsa la pena!
Fino alle 23.00 ci godiamo lo spettacolo, terminato il quale prendiamo le bici
e ci immettiamo nella trafficatissima ciclabile: tutti infatti si muovono
assieme è buio e procedere è anche pericoloso. Per la prima volta resto in coda
su una ciclabile! Arrivati al camper andiamo a letto.
6 agosto - Sveglia alla solita ora: il tempo è coperto. Io come da
programma parto in bici per un giro di un paio d'ore: senza cartina prendo la
direzione del col di Leschaux che avevo visto il primo giorno sul lago quando
ci eravamo diretti al campeggio. Poi seguo le indicazioni di Semonz e spingo
con piacere sorpassando tutti i ciclisti che incontro. In cima chiedo a due
ciclisti dove conduce la strada che prosegue e quando mi dicono che va diretta
a Annecy, continuo facendo in bel giro ad anello di circa 50 km. Trovo Katia al
camper: mi sistemo al volo e in un paio di ore siamo a Chamonix, dove
parcheggiamo all'ingresso del paese in un grande parcheggio per auto e camper a
pagamento (14,00 euro per 24h).
Giro di Chamonix, visita dei negozi, foto del Monte Bianco
che fa da sfondo al paese, passaggio all'ufficio turistico dove facciamo anche la
coda dalla gente che c'è ma dove carpiamo alcune informazioni utili e scattiamo
la foto della cartina che l'indomani ci servirà per il giro a piedi (che
individuiamo anche grazie ad una foto scattata ad una rivista in una cartoleria
del posto).
Camper, doccia, cena fatta da me (patate in padella e prosciutto) e altro giro
del paese. A nanna alle 23.00.
7 agosto - Sveglia alla solita ora. Al parcheggio stanno arrivando
tantissime auto, tanto che mi vedo costretto a spostare il camper per
permettere ad una signora di parcheggiare. Vado in bici al vicino centro per
prendere qualcosa da mangiare per il pranzo. La coda alla funivia è enorme. Coda
anche al panificio: per fortuna sono in bici e quindi vado verso il centro dove
in un market prendo due baguette e delle sardine in scatola. Torno al camper partiamo a piedi verso il Refuge du plan de l'aiguille dove arriviamo in un paio di ore incrociando in
tutto otto persone. Diversa situazione all'arrivo della funivia che scarica – a
occhio - 20 persone ogni dieci minuti. Appena sopra al rifugio finisce il primo
troncone della funivia ed è possibile prendere il secondo per la Guille du
Midi. Katia si informa sul prezzo: non più 64,00 euro ma 28,00 a testa. Decidiamo
che ne vale la pena: nessuna coda, giornata spettacolare e... nessun'altra
alternativa per arrivare alla Guille du Midi per noi oggi a piedi. Saliamo
sulla funivia che rapidamente ci porta in cima. Dalla cima lo spettacolo è
fantastico come impressionante è il lavoro di ingegneria fatto per la creazione
della stazione. Dopo un'ora scendiamo, mangiamo e riprendiamo il sentiero per
arrivare al rifugio Montenvers. Sentiero molto bello e con tanta gente che conduce davanti al Mar del Glacier, dove un trenino su cremagliera ha la sua
stazione. Bellissimo lo scenario e sempre tanta gente. Visita, foto e poi a
piedi prendiamo il sentiero per scendere: le persone diventano più rade...la
fatica è fatica! Arrivati a
Chamonix
facciamo ancora un giro in paese e poi prendiamo il camper e andiamo al confine
per chiedere alcune informazioni sulla Vignette e quindi torniamo indietro a
Vallorcine, a due km dal confine Svizzero, dove passiamo la notte.
8 agosto - Purtroppo è arrivato l’ultimo giorno. Partiamo sotto la pioggia e lasciamo Vallorcine per entrare in Svizzera e
andare verso il Colle del Gran San Bernardo.
Salita lunga e nebbiosa con pioggia e
visibilità quasi nulla: non ci fermiamo neppure.
Arriviamo ad Aosta dove facciamo un giro a piedi della città, per prendere
qualche cosa da mangiare e godere della bella cittadina.
Verso le 11.00 risaliamo in camper e ci dirigiamo a Belluno, dove arriviamo
alle 18.00 con una sosta in autogrill per pranzare con le pizze acquistate ad
Aosta.