2 agosto - Non del tutto convinto parto direttamente dopo lavoro con la bici nel camper con l'idea di fare un giretto la sera stessa e di decidere la sera se camminare o pedalare il giorno dopo. Arrivo a Sauris di sotto e trovo l'area camper, esattamente come descritta nel sito del Comune. Mi sistemo e via, verso il lago. L'idea è fare il giro del lago. Sono stanchissimo per la corsa del giorno prima e per la giornata di lavoro. La strada per il lago è chiusa e quindi mi trascino al valico e rientro a fatica. Doccia, passeggiata in centro e cena con polenta e frico al Morgenleit.
3 agosto - La mattina mi sveglio con calma perché la sera ero stanco morto e quindi ho le idee confuse su cosa farò. Alle 8.00 ho finito di far colazione: sono indeciso: bici o piedi? Alla fine salto in bici, vado al market e mi faccio fare due panini e parto.
Itinerario molto bello, duro per le salite ripidissime, tecnicamente facile, se si eccettua la discesa da Mione verso Clovis, su sentiero ripido e sconnesso.
Da ricordare: l'operaio che mi dice con tono amichevole di andare piano nella discesa verso casera Malins; la chiacchierata con il malgaro della casera Vinadia: gli chiedo un caffè e una fetta di torta e mi dice che per il caffè non c'è problema, ma niente torta e mi offre del formaggio (fai come se fossi a casa tua), che mi taglio e mi faccio da solo un panino; poi mi offre del salame e mi racconta dei forestali e degli agguati quando lui va a radicchi di montagna; mi racconta che lui fa il formaggio di latte di capra e mi dice di quando aveva paura a scendere dalla forcella in auto e che si è abituato col tempo. Per panino caffè e salame vuole due euro!
Le chiacchiere con il pastore dalle unghie lunghe al passo della forcella: arriva e neppure risponde al saluto e, dopo aver richiamato le pecore, mi parla e così gli chiedo qualche indicazione - che sarà preziosa - per la discesa verso Ovaro (lui conosce la strada perché ci porta le pecore). La birra da mezzo e lo strudel dopo il faticoso passo Pura, che mi tramortiscono e dormo una mezz'ora sulla panca del rifugio, probabilmente russando in mezzo ai turisti; le chiacchiere con la signora del negozio di Sauris e con il camperista Mauro di Trieste, che mi chiede che giro ho fatto e mi chiede come mi chiamo per chiedermi l'amicizia su Facebook, così quando passa a Belluno può contattarmi per avere qualche suggerimento di giro.
Giro: Sauris di sotto; Sauris, Sella Festons (ripidissima e asfaltata); casera Malins; casera Vinadia; forcella Pieltnis; monte Pieltnis a piedi; casera Pieltnis; casera Losa (acqua); passo forcella; Mione; Pieve di Santa Maria di Gorto; Muina; Raveo; Colza; Enemonzo; Ampezzo; passo Pura; Lateis; Forca Frumeibn; Sauris di sotto.
3300 D+ e 80 km.
4 agosto - Mi sveglio assonnato sull'altipiano di Razzo e parto direzione casa.
Durante il viaggio il cambio del furgone inizia a diventare duro: le marce entrano a fatica; al semaforo le marce non entrano. Cerco di convincermi che va tutto bene (avevo fatto cambiare l'olio del cambio da meno di un mese): purtroppo non è così.
Arrivo a casa e subito vado dal meccanico (non quello che mi aveva cambiato l'olio): fa una prova ed è dubbioso. O cambio o frizione. Sarà l'inizio di un calvario (anche ma non solo economico).
Alla fine dovrò sostituire i sincronizzatori del cambio e ancora ad ogni semaforo mi chiedo: "entrerà la marcia?"
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