martedì 25 settembre 2018

Foresta Nera, Colmar, Parco Naturale dei Vosgi


10 agosto - partiamo da Belluno nel pomeriggio, alle 1630. Ho lavorato infatti fino alle 1430 e poi abbiamo dovuto caricare le ultime cose (ho dovuto inoltre fare delle stampe della mia carta di identità da un file che avevo salvato nel pc, perché la mia si era sciolta a causa della pioggia nel viaggio in bici fatto quindici giorni prima). Strada poco trafficata, arriviamo a St. Anton am Arlberg tardi, dopo esserci fermati a mangiare qualcosa portato da casa sull'autostrada del Brennero.
È buio e non sappiamo dove andare a dormire: giriamo col furgone nel paese - vuoto - e alla fine decidiamo di andare verso l'Arlberg Pass, che dista pochi chilometri anche se la strada è veramente ripida. Qui troviamo un ampio parcheggio con anche altri due camper. Ci fermiamo qui, senza sapere bene dove siamo perché è veramente buio pesto. I programmi per il giorno dopo sono poco chiari perché le previsioni meteo mettono tempo nuvoloso e anche pioggia nel pomeriggio. Andiamo quindi a dormire e decideremo domani cosa fare.

 

11 agosto - mi sveglio presto e il tempo è freddo (ci sono 9 gradi) e uggioso. Però c'è vento. Dopo qualche minuto inizia a vedersi il cielo azzurro e il panorama circostante: le montagne sono bellissime e anche il passo ha l'aspetto di vero passo alpino (nonostante la quota modesta).
Visto che il tempo è meglio del previsto, decidiamo di andare in mtb, seguendo un percorso trovato in rete e che corrisponde per metà al percorso intermedio di una gara di mtb che si svolgerà fra una decina di giorni e che è pubblicizzata su di un depliant che avevo preso la sera prima in un punto informazioni.
Scendiamo quindi a Sankt Anton, parcheggiamo nell'ampio piazzale della funivia che avevamo visto la sera prima mentre cercavamo dove fermarci.
Partiamo per il nostro giro alle 930, anche a causa del tempo perso nel tentativo di trasferire al Garmin la traccia scaricata sul telefono (cosa che provo e riprovo senza successo: impossibile sincronizzare telefono e dispositivo).
Giro carino reso bello grazie ad una deviazione non prevista fino alla Konstanzer Hütte, con bei panorami d'alta quota.
Tornati al furgone mangiamo e poi facciamo un giro a piedi in centro a Sant Anton am Arlberg, piccolo paesello che si gira in un'oretta.
Quindi ripartiamo verso il passo seguendo poi la via alpina. Nel frattempo mi accorgo che il cambio del camper non funziona bene: la prima e la seconda stentano ad entrare...la cosa mi impensierisce.
Per arrivare a Lindau decidiamo di passare per Bödele, passo dove si trova una piccola stazione sciistica. Qui troviamo un bel parcheggio panoramico a pagamento, dove decidiamo di passare la notte. C'è un solo camper che, dopo poco, se ne va. La sera giochiamo a carte ma io sono stanchissimo e cedo molto presto.

 


12 agosto - partiamo presto dopo aver pagato la modesta cifra di 7,00 euro e ci dirigiamo verso Lindau. Le marce faticano sempre di più ad entrare. A un paio di chilometri da Lindau troviamo un parcheggio, anche questo a pagamento, e con poche auto. È ancora presto - sono le 8.30 - e stanno arrivando alcune auto.
Ci prepariamo e, quando vogliamo andare a pagare, scopriamo che il parcometro è rotto. Meglio.
Partiamo in mtb verso la bella isola di Lindau che visitiamo tranquillamente. Quindi seguiamo la traccia scaricata che ci porta, con un percorso impegnativo, fino allo Pfänder. Facciamo poi, ignorando alcuni divieti, una bellissima diacesa fino a Bregenz e da qui torniamo per ciclabile - strapiena di ciclisti - al camper.
Mentre Katia si sistema decido di dare un'occhiata al leveraggio del cambio nel cofano e scopro che la boccola che permette l'inserimento delle marce è rotta: ecco la ragione della difficoltà ad inserire le marce! Riesco con facilità a toglierla, la pulisco con del detergente e la sistemo alla meglio con del nastro isolante. Non senza fatica la rimetto in sede, dopo averla lubrificata con dell'olio da catena. Partiamo e...il cambio funziona perfettamente! Sono contento del risultato ma sono anche consapevole che se si fosse rotta sarei rimasto a piedi. So inoltre che la mia sistemazione è funzionale ma non affidabile: bisogna andare da un meccanico.
È domenica per cui decidiamo di dirigerci in un paesino in direziome di Colmar, dove c'è un campeggio economico. Lì cercheremo un meccanico VW dove andare lunedì per cercare di sostituire la boccola rotta.
Il posto è veramente particolare: il campeggio è parte di un allestitore di camper: ce n'è una infinità, tutti nuovi e di diversi tipi.
Sempre lì c'è un'area di sosta enorme ma divisa da alberi, dal fondo erboso, con pochi camper. Il posto è tranquillo anche se si sente il rumore della vicina strada.
Si pagano 14,00 euro con uso doccia e bagno.
Dormiamo lì.




13 agosto - ci alziamo, mangiamo e andiamo al concessionario Volkswagen. Lì non hanno il pezzo ma ci indicano dove trovarlo, in un concessionario ad una ventina di chilometri da lì, a Singen.
A Singen troviamo il concessionario dove lasciamo il furgone a sistemare. Nel frattempo andiamo in centro a fare una passeggiata, cercando di immaginare quanto potrebbero chiederci per il (banale) lavoro.
Alla fine va meglio del previsto: poco più di 55,00 euro per sostituire un pezzo del valore di 5,00 euro. Un'ora di lavoro messa nella fattura, per una operazione da, esagero, 10 minuti. I concessionari Volkswagen, anche in Germania, si dimostrano ladri quanto in Italia.
Poteva andare peggio.
Ripartiamo quindi in direzione di Friburgo, dove troviamo una area camper a 8,00 euro. Mangiamo e poi andiamo a visitare la bellissima cittadina, a misura di pedone e di ciclista, prendendo qualche goccia di pioggia. La sera mangiamo al Markt Halle, il mercato coperto: bello, buono e economico.

 

14 agosto
- Partiamo in direzione della Munstertal: che avevo visto in rete essere il luogo di partenza per un bel itinerario in mtb. La valle è molto bella e sonnacchiosa; anche il giro si rivela molto piacevole, anche se il tempo non è bellissimo, ci sono alcune nuvole che coprono il cielo: alla fine però prevale il sereno. Mangiamo alla fine del giro in una specie di rifugetto nel bosco, dove beviamo una buona birra (non buona come quella di Friburgo) e mangiamo wurstel e carne accompagnate da una specie di schiacciata fatta con pezzi di patate. Finiamo il pranzo con una super fetta di torta della Foresta Nera.
Torniamo al camper, con calma ci laviamo e poi ci dirigiamo verso Colmar. Decidiamo di andare a Munster, sede del Parc naturel régional des Ballons des Vosges, dove abbiamo visto che c'è un'area camper. La sera facciamo una passeggiata per il bel paesello.

 

15 agosto - Ci alziamo e andiamo a Colmar, dove parcheggiamo in centro. C'è tutto sommato poca gente. Facciamo il giro turistico della "piccola Venezia" e quindi torniamo al camper. Prepariamo da mangiare e ci spostiamo a piedi e con le pentole in mano nel bel parco proprio dietro al parcheggio, dove facciamo il nostro pic nic di ferragosto e dove, consultando la cartina e internet, individuo il percorso dei prossimi giorni: la
"Route des Cretes". Verso le 14.00 ripartiamo in direzione Cernay, dove parte appunto la "Route des Cretes", una bella strada che attraversa il Parco e che tocca numerosi siti naturalistici. La salita è ripida e trafficata ma alla fine giungiamo nel parcheggio del "Grand Ballon" la vetta più alta del Parco. Ci facciamo un giretto a piedi fino alla Ferme Auberge du Haag poco distante dove prendiamo una puzzolentissima formaggella di Munster e intanto prendiamo visione del posto anche per decidere cosa fare domani.
In rete infatti le informazioni sono incomplete e poco chiare e non si trova un bel giro preconfezionato in mtb: sapevo che non sarebbe stato facile come in Germania o in Austria. Per fortuna Katia, curiosando nella Malga, trova una pubblicità di un mulino dove macinano noci e nocciole e che è visitabile e non dista molto da dove ci troviamo . Desiderava molto andarci e questo è bastato per darmi il "La": basandomi sulla cartina Kompass on line, faccio una bella traccia che tocca i due laghi presenti vicino al Grand Ballon e poi scende a Storkensohn, dove appunto si trova il mulino. La traccia è lunga (senza la salita finale per tornare al Grand Ballon sono oltre 50 km), ma, male che vada, Katia può fermarsi in fondo alla valle e io posso andare a recuperarla. Consapevole di questa possibilità, si lascia convincere.
Tornati al furgone ci spostiamo in un'area del parcheggio dove si sono messi altri camper: tranquilla e con un panorama eccezionale e che ci permetterà di godere di due notti fantastiche e di due tramonti da sogno. Giochiamo a carte e poi a nanna.

 

16 agosto - Partiamo "tardi", verso le 9.00 perché il giro inizia in discesa. Effettivamente la prima parte, quella che guarda la Foresta Nera, è tendenzialmente in discesa, anche a Markstein, quando inizia il vero scollinamento che ci porta verso Saint Amarin, abbiamo gia fatto quasi 600 metri di salita. Anche la discesa da Markstein è lunga e con qualche sali scendi, ma sempre su sterrate belle pedalabili. Arriviamo in fondo alla valle del fiume La Thur all'ora di pranzo e ci fermiamo al ristorante Au Cheval Blanc dove, fuori e sotto una tenda, mangiamo insalata e tarte flambé: era la prima volta per noi, ma non sarà l'ultima che mangeremo questa specie di pizza. C'è un gran caldo (fuori, dentro al ristorante è freschissimo) e risalire in sella non è facile. Comunque ripartiamo e su ciclabile raggiungiamo il mulino, dove assisitiamo ad una dimostrazione di come si fa l'olio di noci. La dimostrazione, fatta da un ragazzo molto semplice che parla pochissimo inglese, si dilunga perché la macina stenta a girare, a causa della poca acqua presente nel torrentello che alimenta il mulino. Dopo più di un'ora dobbiamo andare e abbandoniamo la dimostrazione anche se non ancora terminata. Quindi ancora ciclabile e poi affrontiamo la salita, di sette km, che ci riporta alla partenza. Katia è bravissima e con qualche incoraggiamento e qualche spinta, arriva alla vetta dopo 1800 mt di dislivello totali su 70 km. Sono quasi commosso! Doccia, altro super tramonto in camper e a nanna.

 

17 agosto - Ci alziamo con relativa calma e puntiamo verso il Col de la Schlucht, che avevo inteso essere un bel posto e un buon punto di partenza per le escursioni. Raggiungiamo il Colle e resto deluso: un cantiere aperto decisamente poco invitante. Andiamo poco oltre e troviamo un bel parcheggio da dove si può iniziare a camminare. Facciamo un bel giro nella riserva del Gazone de Faîte, toccando i due laghi e una bella malga dove beviamo un caffè con la panna. Il tempo però inizia a guastarsi e alla fine scappiamo da un minaccioso temporale che però si scaricherà altrove.
Dopo una breve sosta per mangiare, ci dirigiamo a Sante Marie aux Mines, dove termina la strada e, dopo una fermata ad un supermercato, andiamo verso Ribeauvillé, dove si trova anche un campeggio.
Il campeggio, che dista meno di due chilometri dal centro, è veramente particolare. Costa una miseria, è umido e i bagni sono decisamente sporchi. Non si può pretendere molto pagando 0,80 euro a persona e 1,80 euro per la piazzola. La doccia si paga a parte al costo di un euro.
A noi va benissimo. Dopo la doccia andiamo a visitare il bel centro, dove beviamo un paio di bicchieri di Gewurtztraminer e mangiamo una tarte flambé. Rientriamo in camper e, sempre grazie al sito Kompass, faccio la traccia per il giro in bici dell'indomani: una cinquantina di chilometri in mezzo ai vigneti, seguendo le indicazioni pubblicate su sito della bella cittadina.
Nel frattempo arriva un camper italiano, che parcheggia a fianco a noi.

 

18 agosto - Ci svegliamo di buon ora e inizio a prepararmi per il giro. Nel frattempo i nostri "vicini" italiani escono dal camper e mi chiedono "se è un campeggio o un'area camper".
È la scusa per fare due chiacchiere: i simpatici camperisti di Aosta ci raccontano, mentre noi siamo seduti a fare colazione, del loro lavoro (l'uomo ironia della sorte, lavora per una azienda che produce componenti per una industria di Bribano, paese a 4 km da casa nostra, che lui visita spesso proprio per motivi di lavoro), del figlio (che fa downhill e che ha fatto anche gare in Nevegal) delle loro aspettative e delle problematiche legate alle vacanze...insomma un pezzo della loro vita "privata", così, su due piedi.
La chiacchierata è piacevole e anche utile perché ci consigliano di andare a vedere Riquewihr, che già avevamo in mente di visitare ma che, visto il loro entusiasmo, ancora di più desideriamo scoprire (e il giro in bici passa proprio di lì).
Salutati i nuovi "amici", spostiamo il furgone fuori dal campeggio e partiamo per il giro, che si rivela piacevole e con molto sterrato e passa per diversi paesi, tutti pittoreschi, con la ciliegina sulla torta di Riquewihr, veramente bello e anche turistico. Arrivati al camper facciamo una doccia al campeggio e poi ci dirigiamo verso il lago di Costanza, con l'idea di andare a Lindau, fare una breve passeggiata serale e poi dirigerci verso Garmisch, per fare l'indomani una camminata.
Arriviamo verso le 1930 a Lindau e troviamo un parchggio fantastico a due passi dal centro e vista lago. Mangiamo e poi andiamo in centro, godendoci un poco la serata. Rientriamo in camper e ripartiamo verso Garmisch: siamo stanchi e quindi, per non tirarci troppo il collo, decidiamo di fermarci a Fussen per la notte e di fare una passeggiata nei dintorni il giorno dopo.
Troviamo un parcheggio sulla strada e ci fermiamo. Mentre Katia si prepara, io consulto la vecchia cartina Kompass acquistata tanti anni orsono per il mitico Königstour e individuo una giro per il giorno dopo, che parte da Ehrwald (che credo sia a una decina di chilometri da Fussen e invece il giorno dopo scoprirò che dista ben 35...).
Andiamo a letto stanchi.

 

19 agosto
- mi alzo presto, lavo i piatti e...parto, mentre Katia dorme.
Mi accorgo quindi che Erhwald non è così vicino ma però è nella giusta direzione, verso il Fernpass. Arrivati nel paesino sveglio Katia e andiamo a fare colazione in un piccolo alimentari biologico in centro. C'è anche il mercatino delle pulci.
Partiamo a piedi per il giro che alla fine si rivela abbastanza impegnativo perché molto ripido e con un lungo tratto attrezzato, divertente perché non pericoloso ma comunque non per tutti.
Alla fine arriviamo al rifugio che si può raggiungere solo a piedi (mentre una mulattiera arriva a mezz'ora ed è percorribile in bici: ci sono decine di e-bike!). Qui beviamo una birra e mangiamo un paio di canederli. Quindi torniamo al paese facendo la mulattiera, molto bella ma lunga e poco diretta e percorsa da ciclisti di tutti i tipi: e-bike, city bike, con cambio e senza, col carrello con bambini, con carrello con bici...non manca veramente niente.
Arriviamo al camper assetati e decidiamo di concludere la vacanza con un gelato nel ristorante del centro.
Alle 15.00 partiamo direzione Belluno. Troviamo purtroppo un incidente dopo pochi chilometri che ci costringe ad una sosta di oltre un'ora. Poi il traffico è scorrevole e arriviamo a casa alle 20.45.
Abbiamo percorso in tutto 1770 km e naturalmente abbiamo già voglia di ripartire.

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